Moratoria del credito, proroga al 31 dicembre: prestiti garantiti fino a 10 anni
Proroga della sospensione a fine anno con comunicazione alla banca entro il 15 giugno anche via mail. Penalizzati solo i finanziamenti chiesti a partire da luglio. Credito d’imposta su aumenti di capitale
di Laura Serafini
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I punti chiave
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La versione definitiva del decreto Sostegni bis allenta i lacci alla concessione del credito che potevano derivare dalla riduzione delle garanzie sui prestiti. Il documento conferma la proroga a fine anno dei finanziamenti con garanzia pubblica e ne consente anche l’allungamento da 6 a 10 anni senza subire penalizzazioni sulla percentuale garantita.
Per i prestiti già concessi da Sace e dal fondo per le Pmi (superiori a 30 mila euro) la percentuale resta invariata; in particolare essa è pari al 90% per gli ammontari garantiti dal fondo per le Pmi.
Va però precisato che l’estensione della garanzia va richiesta di pari passo con la domanda di allungamento. La conferma della percentuale garantita al 90% vale anche per le operazioni di ristrutturazione. Per tutti questi casi, dall’allungamento del prestito alle ristrutturazioni, è comunque necessaria una notifica alla Commissione europea.
Il quadro cambia per i nuovi prestiti richiesti dopo il 30 giugno. In quel caso la garanzia scende dal 100 al 90% per i prestiti entro i 30 mila euro; dal 90 all’80% per gli importi superiori a prescindere dalla durata prescelta. Per i nuovi prestiti entro i 30 mila chiesti dal primo luglio non è più previsto il tetto massimo fissato dalla norma al tasso di interesse.
Moratorie, proroga a fine anno solo per la quota capitale
Per le moratorie arriva la proroga a fine anno della sospensione solo per la quota capitale. Chi è interessato a proseguire oltre il 30 giugno deve fare una semplice comunicazione, anche via mail, alla banca entro il 1 5 giugno. La proroga delle sospensioni è stata estesa anche ai finanziamenti non rateali, mentre potrà essere sospeso anche un importo accordato il cui importo non può essere ridotto. L’ammontare complessivo delle moratorie garantite dallo Stato ancora in essere al 7 maggio era pari a 121 miliardi di euro, come comunicato mercoledì scorso dalla task force sulla liquidità.
Il decreto conferma l’introduzione per il 2021 di un credito di imposta, la cosiddetta Ace Innovativa, per le imprese che decidono operazioni di aumento di capitale. Anche se nella formulazione proposta ieri emerge che l’agevolazione fiscale tende a premiare le operazioni di importo non eccessivo e quindi le aziende di piccola e media dimensione.
