Mottarone, foto mostra «forchettone»: tre fermi nella notte
Interrogati sei addetti: si valuta l’errore umano. Il procuratore di Verbania riferisce che «il giorno prima dell’incidente c’è stato un blocco»
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I punti chiave
- Foto mostra «forchettone», ecco perché la cabina precipita
- L’informativa del ministro Giovannini
- Nel 2018 la Regione vinse la causa di restituzione beni
- Stabili le condizioni del bambino superstite
- Analisi dei video di sorveglianza
- Procura: il giorno prima un blocco all’impianto
- Presto acquisiti altri documenti
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Svolta nella notta nelle indagini per la strage della funivia del Mottarone (Verbania) sopra al Lago Maggiore, dove sono morte 14 persone. Tre persone sono state fermate nella notte tra martedì e mercoledì per l'incidente di domenica. Secondo quanto si apprende si tratterebbe di due dipendenti della funivia e del gestore. A loro carico vi sarebbero gravi indizzi di colpevolezza tra cui omicidio colposo plurimo e rimozione dolosa degli strumenti di sicurezza riguardanti il sistema frenante dell'impianto.
In un primo momento, nella serata di martedì, era trapelato il il fatto che gli inquirenti avessero iscritto nel registro degli indagati una persona: un dipendente della Ferrovie del Mottarone Srl, la società che gestisce la funivia. L’uomo è assistito dall’avvocato Annamaria Possetti. Prima di lei in caserma dai carabinieri, dove l’indagato è stato interrogato insieme ad altri dipendenti della società, si era presentato l'avvocato Cania Di Milio, ex sindaco di Stresa. Il legale ha però dovuto rifiutare l’incarico perché il Comune potrebbe essere parte in causa. A due giorni dall’incidente, sei dipendenti della società che gestisce l’impianto della funivia del Mottarone sono stati sentiti dai carabinieri di Stresa .
Foto mostra «forchettone», ecco perché la cabina precipita
Una foto scattata nei momenti successivi alla tragedia della funivia sul Mottarone sembra mostrare un “forchettone”, un elemento in metallo che serve a tenere aperte le ganasce dei freni, ma va tolto quando le persone sono a bordo della cabina perché altrimenti impedisce la frenata in caso di emergenza, come ad esempio nel caso di rottura del cavo trainante. Una presenza, quella rilevata da una foto del Soccorso alpino, che spiegherebbe perché la cabina è precipitata nel vuoto per circa 20 metri. Immagine che fa parte degli elementi su cui la procura di Verbania cerca di fare chiarezza e che insieme alla rottura del cavo trainante avrebbe determinato l’incidente in cui domenica hanno perso la vita 14 persone.
L’informativa del ministro Giovannini
Giovedì 27 maggio alle 9.30 si terrà nell’Aula della Camera un’informativa urgente del ministro delle Infrastrutture Enrico Giovannini sul disastro del Mottarone. Lo si apprende da fonti parlamentari di maggioranza. Il ministro Giovannini, intanto, ha chiesto e ottenuto dagli organizzatori del Giro d’Italia la modifica del percorso della terzultima tappa della gara che avrebbe dovuto passare per la cima del Mottarone il 28 maggio, in rispetto delle vittime della tragedia della funivia dove hanno perso la vita 14 persone. Venerdì, quindi, la tappa si svolgerà da Abbiategrasso ad Alpe di Mera, in Valsesia, e non passerà per la cima del Mottarone ma per l’Alpe Agogna.
Assessore Tronzano: funivia dal '97 proprietà del Comune
«La legge regionale n. 15 del 1997 ha sancito il trasferimento della proprietà della funivia Stresa-Mottarone dalla Regione Piemonte al Comune di Stresa». Nel 2014 sono stati siglati un Accordo di programma e la convenzione tra Scr e il Comune di Stresa che individua nel Comune l'amministrazione “concedente” per la gara d'appalto di gestione dell'impianto ed esecuzione dei lavori. Lo ha detto Andrea Tronzano, assessore al Patrimonio della Regione Piemonte, nel suo intervento in Consiglio regionale. “Essendo andata deserta la prima gara, nel 2015 il Consiglio comunale di Stresa ha approvato i nuovi indirizzi - ha affermato - Nel capitolato d'oneri di gara è stato inoltre specificato che, al termine del periodo di concessione, l'impianto con le opere e gli immobili ritorneranno nella materiale disponibilità del Comune di Stresa. La proprietà quindi è attribuita per legge al Comune di Stresa. La trascrizione nei registri catastali non è ancora stata finalizzata a causa di alcuni contenziosi. La Regione ha recentemente, nel mese di marzo, sollecitato nuovamente il Comune di Stresa a perfezionare gli ultimi atti».
