Movimenta, obiettivo ricavi a 70 milioni entro cinque anni

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Il modello è ormai sperimentato nella moda, nell’arredo, nella ceramica

o nell’agroalimentare: un fondo d’investimento aggrega una serie di

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produttori piccoli e medi – acquisendo il 100%, oppure una quota di

maggioranza - così da formare un polo industriale che può proporsi,

con competenze e forza commerciale potenziate, ai grandi clienti del

settore, grazie (anche) a sinergie, risparmi di costi e guida

manageriale. Se il format per ridurre la frammentazione delle catene

di fornitura è consolidato, invece la strada da seguire per

“amalgamare” realtà spesso assai diverse, valorizzando il ’saper

fare’ interno e facendo sentire tutti i collaboratori parte dello

stesso gruppo, è da costruire giorno per giorno, con modalità che

variano a seconda dei casi.

Certina Holding, società di partecipazioni industriali con sede a Grünwald

vicino Monaco, in Germania, e guida italiana affidata al managing

partner Giovanni Santamaria, dopo aver acquisito negli ultimi anni

tre aziende italiane che producono componenti meccaniche di

precisione (alberi e ingranaggi) per settori industriali diversi

(macchine agricole, movimento terra, nautica e camion), ora ha deciso

di raggruppare questi tre brand sotto un marchio-ombrello, chiamato

Movimenta e ideato da Tribe Communication.

Movimenta vuol richiamare la trasmissione di potenza e rappresentare l’identità

di valori in cui riconoscersi, e servirà – nelle intenzioni degli

azionisti - per spingere l’attività commerciale verso il traguardo

fissato. “Nel giro di tre-cinque anni puntiamo almeno a raddoppiare

il fatturato, arrivando vicino a 70 milioni di euro – spiega

Santamaria – sia attraverso una crescita organica, ampliando il

portafoglio clienti, sia attraverso nuove acquisizioni, così da

avere una massa critica utile per rispondere alle esigenze di un

mercato ancora troppo frammentato”.

Movimenta, formato dalle emiliane Demm e Nuova Tmr e dalla toscana Bcs Marine (a

livello societario sono tutte fuse dentro Demm), ha chiuso il 2024

con un fatturato vicino a 30 milioni di euro, realizzato per il 50%

sui mercati esteri e per il 50% in Italia, e un margine operativo

lordo (ebitda) intorno al 10%. I dipendenti sono 200. “E’ stato un

anno complesso – spiega Santamaria – che ha visto la contrazione

dei ricavi legati al settore macchine agricole e al movimento terra,

mentre ha tenuto il settore navale”.

Il +16% segnato a fine 2024 si lega essenzialmente all’acquisizione del

ramo d’azienda Bcs Marine, specializzata nella produzione di

timonerie idrauliche e elettroniche, avvenuta a fine 2023. Per

quest’anno è previsto un fatturato stabile, senza sussulti. Sul

tavolo ci sono già nuove trattative per ingrossare il polo degli

ingranaggi: “Non siamo interessati al settore automotive, anche se

produciamo alcuni componenti per l’auto elettrica – sottolinea

Santamaria - ma vogliamo concentrarci sugli altri settori, macchine

agricole, movimento terra per grandi cantieri e nautica di lusso.

Guardiamo a realtà complementari a quelle che abbiamo, il nostro

modello punta su aziende con chance di sviluppo che attraversano una

fase critica e devono essere rimesse sul mercato”. Così è stato

per la storica Demm di Porretta Terme (Bologna), acquisita nel 2018

quando era in amministrazione straordinaria. La ricerca dunque è

aperta, con la volontà di creare un campione nazionale della

componentistica per il mercato della trasmissione.

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