Marchi storici

Mulino Bianco compie 50 anni: storia di un brand da 9,2 miliardi di biscotti all’anno

Dai primi Tarallucci agli spot per Carosello, fino alla storica raccolta di gomme a forma di merendine

di Micaela Cappellini

Lo storico mulino di Chiusdino, in provincia di Siena, simbolo del marchio Barilla

4' min read

4' min read

Tutto è cominciato con i Tarallucci. Quale cinquantenne non ha mai mangiato da bambino quei biscotti tondi, con il mulino stilizzato al centro? Era l’ottobre del 1975: in Giappone andava in onda la prima puntata di Goldrake e negli Stati Uniti Bruce Springsteen era la prima rockstar a finire sulla copertina del Time grazie al successo di Born to run. Insieme ai Tarallucci, quell’anno sulle nostre tavole sono arrivati anche i Galletti, le Macine, le Pale, le Campagnole e i Molinetti. Nessuno in quei giorni poteva immaginare che sarebbero diventati la colazione più amata dagli italiani.

Cinque decenni di storia nazionale

Mulino Bianco compie 50 anni. E il marchio più dolce di casa Barilla ha attraversato cinque decenni di storia nazionale sfornando 140 referenze e qualche raccolta punti che ha fatto la storia del costume del nostro Paese. La tazza di coccio per inzuppare il latte. La radio sveglia. E soprattutto le gomme a forma di biscotto o di merendina, che a scuola sotto il banco si scambiavano come le figurine.

Loading...

Per festeggiare il brand, la multinazionale di Parma avvia oggi un ricco calendario di iniziative. Si comincia a Milano, in Piazza Gae Aulenti: fino a domenica 23 febbraio un’installazione riproduce in formato maxi la sveglia a forma di Mulino degli anni 80, e offre a chi ci entra un’esperienza immersiva fatta di cinquant’anni di ricordi e spot. Nel corso del 2025 anche i pack delle principali referenze avranno una grafica speciale.

Mulino Bianco compie 50 anni

Photogallery6 foto

Marchio dell’immaginario

Che Mulino Bianco sia il marchio più scelto dagli italiani lo dicono i numeri di Cps GfK: i suoi biscotti e le sue merendine sono presenti oggi nelle case di 23 milioni di famiglie e vengono consumati dalla quasi totalità degli Italiani, per la precisione dal 97%. Quattro consumatori su dieci li consumano quattro o più volte alla settimana, e per il 23% sono una presenza quotidiana sulla tavola. Soprattutto, Mulino Bianco è il marchio dell’immaginario: nove italiani su dieci, dice un sondaggio AstraRicerche commissionato dalla Barilla, hanno almeno un ricordo d’infanzia in cui la marca è stata presente e l’88,3% degli intervistati ha dichiarato di aver consumato i prodotti del marchio da bambini. Per il 74,7% era la marca più consumata. «In questi 50 anni Mulino Bianco ha saputo ritagliarsi un posto speciale nella quotidianità degli italiani e nei loro ricordi, grazie anche alla sua capacità di sapersi evolvere nel contesto socioculturale del Paese», sostiene Laura Signorelli, marketing director equity di Mulino Bianco.

Dai primi Tarallucci di 50 anni fa, di strada Mulino Bianco ne ha fatta parecchia: tra biscotti, merende, pani e cracker conta oggi 140 prodotti e 180 formati, la metà dei quali dedicati alla colazione. Ogni settimana vengono venduti 12 milioni di confezioni prodotte nei sei stabilimenti produttivi di Novara, Ascoli, Cremona, Castiglione delle Stiviere, Melfi e Rubbiano: 50 linee di produzione, 1,18 milioni di metri quadri di superficie totale, 300 milioni di investimenti soltanto negli ultimi dieci anni. Nel 2024 sono stati sfornati più di 1,1 miliardi di merende e torte, 9,2 miliardi di biscotti, 212 milioni di pani, 3,6 miliardi di fette biscottate.

Lo spot del Piccolo mugnaio bianco

Sempre secondo il sondaggio commissionato dalla Barilla per il cinquantesimo del suo brand, biscotti (66,8%) e merendine (62,8%) sono i prodotti a cui gli italiani pensano maggiormente quando si nomina Mulino Bianco. La classifica dei prodotti più amati? Vede in testa Abbracci, Crostatine e Macine, seguiti da Flauti e Baiocchi. La colazione è il pasto più associato alla marca per un italiano su due, e per più di un italiano su quattro è proprio Mulino Bianco ad aver cambiato il modo di fare colazione, rendendo i biscotti un must per grandi e piccini. Per questo Barilla, nel 1978, lanciò il “Coccio”, il tazzone per inzuppare ispirato alla tradizione contadina. Fu la prima raccolta punti lanciata da Mulino Bianco, e ha fatto storia: oltre 20 milioni di italiani collezionarono 600 milioni di “spighe” per ricevere il premio, che alla fine entrò nelle case di 6 milioni di consumatori.

Icona degli Anni 80 e 90

Dopo il Coccio arrivarono il fornetto scaldabrioche e le tovaglie, la radio sveglia a forma di mulino e i piatti, il portapane e la zuccheriera, gli astucci e gli zaini del piccolo Mugnaio bianco. Nel 1983 l’altro boom, quello delle Sorpresine, diventate un’icona degli anni 80 e 90, ideate da Graziella Carbone. Tra gommine, pastelli di cera e calendari, ne vengono ideate 650 differenti, ciascuna prodotta in almeno un milione di pezzi, per un totale di oltre 315 milioni di esemplari. A quanto pare, un italiano su due ha ancora oggi almeno una sorpresina a casa.

Anche gli spot pubblicitari di Mulino Bianco sono un pezzo di storia della tv. Il primo risale al 1976, all’interno di Carosello: sono le Filastrocche, storie della tradizione recitate da una mamma alla propria bimba e accompagnate dal fortunato motivo musicale del flauto che diventerà una costante di tanti spot del marchio.

Copyright reserved ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti