Petrolio, la Nigeria si affida alla Cina per il rilancio delle sue raffinerie
dal nostro corrispondente Alberto Magnani
4' min read
4' min read
Un po’ Tony Effe, un po’ Mahmood: anche il 2024, come quelli che lo hanno preceduto, per la musica incisa è stato un anno trainato dall’urban. Ma qua e là fanno capolino altri repertori. Lo rivelano le classifiche Top of the Music di Fimi GfK, le uniche charts «consuntive» che tengono insieme tutti i segmenti del mercato discografico italiano e arrivano dopo le «anticipazioni» delle piattaforme di streaming Spotify e Apple Music. Con Sanremo che, recuperata la sua antica centralità, continua a fare da trendsetter: esce dal Festival della canzone italiana l’artista che guida la classifica singoli, mentre andrà alla prossima edizione quello che si è imposto per l’album. Per quando riguarda i rapporti di forza tra le case discografiche, è netta la prevalenza nelle charts delle majors.
Partiamo dagli album: qui svetta al primo posto Icon di Tony Effe, seguito da Dio lo sa di Geolier in seconda posizione e da Vera baddie di Anna in terza. L’urban più impegnato trova spazio con Tutti i nomi del Diavolo di Kid Yugi in quarta posizione e il longseller La Divina Commedia di Tedua in quinta. Quindi Locura di Lazza, X2VR di Sfera Ebbasta e Ferite di Capo Plaza. Per trovare un album non urban ma pop dobbiamo scendere in nona posizione con E poi siamo finiti nel vortice di Annalisa. L’omonimo di Club Dogo tiene la decima posizione. Tendenza ormai consolidata del mercato italiano è l’«autarchia»: il primo album internazionale nella Top of the Music di Fimi GfK (The Tortured Poets Department di Taylor Swift) è infatti soltanto in 16esima posizione. Altro dato interessante è quello anagrafico, che la dice lunga sulle modalità di fruizione della musica da parte dei diversi segmenti di pubblico: per trovare un baby boomer italiano (Vasco Rossi con Il supervissuto) dobbiamo scendere in 39esima posizione, per trovarne uno internazionale in 47esima (i Pink Floyd dell’immortale The Dark Side of the Moon).
Se prendiamo in esame la Top 100 dei singoli, il gradino più alto del podio spetta a Tuta Gold di Mahmood, mentre Rose Villain, con Come un tuono (feat. Guè), si posiziona al secondo posto, confermando la crescente presenza femminile nel panorama musicale italiano. Terzo Geolier, con il brano sanremese I p’ me, tu p’ te. Quindi Sinceramente di Annalisa, 100 Messaggi di Lazza, il tormentone estivo Sesso e Samba condiviso da Tony Effe e Gaia, Geolier e Ultimo insieme per L’ultima poesia. La noia, brano di Angelina Mango vincitore di Sanremo 2024, non va oltre l’ottava posizione, mentre 30°C di Anna spunta la nona e lo sciogilingua sanremese di Rose Villain Click Boom! si piazza alla decimo. Se ancora non siete convinti del fatto che lo streaming abbia sparigliato le carte, sentite questa: il primo singolo internazionale in classifica (12esima posizione) è il remix di Gata Only di FloyyMenor, Ozuna e Anitta, una collaborazione che abbraccia Cile, Portorico e Brasile. Non esattamente la musica internazionale cui eravamo abituati fino a qualche anno fa. Si segnala poi che Sanremo riporta in classifica (35esimi) i Ricchi e Poveri con il tormentone Ma non tutta la vita.
Approfondimenti: le classifiche di peso tra major e indipendenti
Anche la nicchia del mercato fisico - nicchia sì, ma di big spender - merita la sua bella ribalta. E così, per il segmento Cd, vinili e musicassette Kid Yugi conquista il trono con I nomi del diavolo, Lazza si posiziona secondo con Locura, mentre terzo è l’internazionale The Tortured Poets Department di Taylor Swift. Completano il quadro l’omonimo di Club Dogo, Altrove di Ultimo, Dio lo sa di Geolier, Hello World dei Pinguini Tattici Nucleari, l’edizione del 50ennale di The Dark Side of the Moon dei Pink Floyd, Luck and Strange di David Gilmour e la compilation di Sanremo 2024. La presenza di sei artisti italiani nella Top 10 sicuramente ha a che fare con attività instore e firmacopie, divenuti ormai traino insostituibile per il fisico.