MutuiOnline vuole sfruttare la maggiore propensione all’uso di Internet dovuta alla pandemia
La crisi ha indotto un utilizzo maggiore della rete: il gruppo punta a migliorare e ampliare l’offerta. Il risiko delle banche riduce il numero dei potenziali clienti, ma la società non vede particolari problemi
di Vittorio Carlini
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Investire e sfruttare la maggiore propensione, in scia alla crisi economico-sanitaria, all’uso del canale digitale. È una delle priorità di Mutuionline a sostegno del business. A ben vedere, la spinta nella digitalizzazione dei comportamenti è articolata. Secondo un rapporto del Politecnico di Milano e Netcom, nel 2020 il commercio elettronico in Italia ha visto, da un lato, la forte accelerazione negli acquisti di prodotti; ma, dall’altro, il calo nello shopping dei servizi.
Insomma l’andamento è diversificato. La sfida di MutuiOnline è, per l’appunto, cogliere gli elementi favorevoli. Come? Per rispondere è utile ricordare l’oggetto sociale del gruppo. La società, di cui la Lettera al Risparmiatore ha sentito i vertici, divide il business in due aree: il Business Process Outsourcing (Bpo) e il Broking. Il primo consiste essenzialmente nell’amministrare in outsourcing processi (dalla gestione di un mutuo o un prestito personale fino ai sinistri assicurativi) a favore di banche, compagnie, intermediari e società di asset management. Il secondo, invece, comprende la distribuzione, di solito in remoto, e comparazione online di prodotti creditizi e assicurativi. Appannaggio di quest’area è poi il confronto dei prezzi nel commercio elettronico (trovaprezzi.it).
L’e-commerce
Ebbene, proprio quest’ultimo fronte costituisce un esempio pratico degli sforzi aziendali. Nel primo semestre del 2020, contraddistinto da ricavi (+11,2%) e redditività operativa (+7,6%) di gruppo in rialzo, la linea di business Comparazione prezzi e-commerce è cresciuta del 59,9%.
L’incremento è conseguenza, oltre che della temporanea minore competizione nella pubblicità online (Amazon è stata per diversi mesi inattiva), della più alta propensione agli acquisti via Internet degli italiani. Certo: ha aiutato il lockdown di marzo-aprile. Inoltre l’attuale maggiore uso del web è figlio di una paura che, probabilmente, sparirà dopo la crisi sanitaria. Ciò detto, però, una parte dei consumatori ha “strutturalmente” modificato le sue abitudini. Ed è pensando anche ad essi che MutuiOnline, oltre a spingere il marketing e la comunicazione (nel complesso questa voce vale 18,4 milioni al 30/6/2020), punta a migliorare i prodotti e servizi del comparto. Un esempio? Gli investimenti per aumentare le funzionalità di trovaprezzi.it e trasformare il sito da semplice aggregatore in un vero e proprio supporto nella scelta di acquisto. Ma non è solamente il confronto nell’e-commerce o nei prodotti creditizi ed assicurativi (segugio.it). Il fil rouge della maggiore digitalizzazione attraversa, da un parte, l’intera attività d’intermediazione (dai mutui alle assicurazioni). E, dall’altra, il Bpo. È facile ipotizzare, infatti, che diverse fasi delle pratiche dei mutui (oggi spesso analogiche) potranno sempre di più trasformarsi in digitale.
Il nodo della redditività del Bpo
Tutto facile come bere un bicchiere d’acqua, quindi? Ovviamente no. Il risparmiatore, proprio con riferimento al Bpo, sottolinea un aspetto. Nel primo semestre del 2020 l’area è stata caratterizzata da ricavi in aumento. La redditività, invece, è diminuita: sia l’Ebitda (-12,9%) che l’Ebit (-28,9%) sono calati. Si tratta di un andamento che, a fronte del rialzo della top line, induce il dubbio possano sussistere dei fattori non contingenti che impediscono di trasformare pienamente la salita del fatturato in reddito aziendale.


