Finanza sostenibile

Mutuo green, un prodotto finanziario che Bruxelles non ha disciplinato

La Commissione von der Leyen voleva inserire la normativa all’interno della nuova direttiva mutui. L’iniziativa però è stata sospesa

Sede della Commissione europea,  a Bruxelles. (Martin Bertrand / Hans Lucas via Reuters)

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Tutti appesi alla definizione di muto green. La sostenibilità è stata iper regolata, tanto che sta per arrivare un pacchetto semplificazione (“Omnibus”) con lo scopo di eliminare un po’ di norme. Tuttavia, proprio il prodotto finanziario più gettonato, il mutuo, non è stato disciplinato nella sua versione verde. E, per paradosso, alcune direttive come quella sulle case green rinviano a questa definizione che purtroppo non ha mai visto la luce.

Misteri verdi

Una cosa è certa: non è stata una dimenticanza. La Commissione europea infatti aveva lanciato una consultazione tra fine novembre 2021 e febbraio 2022 sull’aggiornamento della direttiva dei crediti immobiliari (2014/17- Mortgage Credit Directive-Mcd). L’obiettivo era di dare informazioni semplificate ai consumatori, adattare le regole dei mutui all’ambiente digitale e, per quello che interessa in questa sede, «incentivare l’adozione di mutui ad alta efficienza energetica».

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La consulenza Eba

Era dunque ben chiaro alla Commissione von der Leyen la necessità di una rinfrescata alla direttiva sui mutui anche in ottica green e di risparmio energetico e visto che i protagonisti principali sono anche le banche, oltre ai clienti, era stata chiesta una consulenza tecnica all’Eba, l’autorità di vigilanza bancaria europea. Il rapporto Eba è puntualmente arrivato nel dicembre 2023. Tra le indicazioni fornite, Eba raccomandava di inserire la definizione del mutuo verde nella nuova direttiva sui mutui, la Mcd appunto.

Definizione che avrebbe dovuto tener presente il rendimento energetico, in coerenza con il quadro generale della finanza sostenibile; veniva inoltre raccomandata «l’introduzione di informazioni relative alle caratteristiche di sostenibilità dei beni immobili residenziali che garantiscono il prestito». Infine, Eba raccomandava di formare coloro che propongono ai clienti i mutui verdi.

Direttiva sospesa

Un bel programma quindi. Regole che forse, in questo caso, sarebbero state necessarie dato che il mutuo in Italia così come in altri Paesi europei è il prodotto finanziario più utilizzato. Invece, un anno dopo il parere Eba, con data 18 dicembre 2024, sul sito della Commissione europea si legge che la revisione della direttiva sui mutui è finita su un binario morto con la seguente motivazione: «Questa iniziativa è stata sospesa. Il feedback fornito in passato rimane disponibile per riferimenti futuri. A seconda delle circostanze, l’iniziativa potrebbe essere ripresa in una fase successiva con un ambito leggermente diverso o abbandonata completamente».

Che succede ora?

«Una definizione univoca ed armonizzata di mutuo green potrebbe garantire certezza normativa e beneficiare tutti i soggetti coinvolti, dai consumatori alle banche, sino al mercato europeo, tuttora frammentato in materia – spiega Maria-Teresa Paracampo, docente di diritto dei mercati finanziari presso l’Università di Bari “Aldo Moro” –, nonché divenire punto di riferimento per l’applicazione di altre direttive, che ne fanno menzione senza tuttavia offrirne adeguata regolamentazione» .

Il 26 febbraio arriverà un primo pacchetto Omnibus (ma ci sono voci di uno slittamento a marzo) che darà una sforbiciata nella normativa green. Chissà se all’interno vi sarà anche la definizione del mutuo green.

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