Nasce alla Spezia il Polo nazionale della subacquea
Sarà l’incubatore delle tecnologie per la sicurezza sottomarina. Creato sotto l’egida della Marina militare, vi partecipano Leonardo e Fincantieri
di Raoul de Forcade
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I punti chiave
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Sarà l’incubatore delle tecnologie per la sicurezza del dominio sottomarino con le sue infrastrutture critiche, che vanno dalle dorsali dei dati ai gasdotti. Si tratta del Polo nazionale della dimensione subacquea, la cui creazione era stata annunciata, a più riprese nel corso dell’anno, e ora (finalmente) è stato inaugurato alla Spezia, alla presenza dei ministri Guido Crosetto (Difesa) e Nello Musumeci (Politiche del mare).
La struttura, nata sotto l’egida della Marina militare, che mette a disposizione gli spazi del Centro di supporto e sperimentazione navale, e alla quale partecipano anche Fincantieri e Leonardo, punta alla creazione di start up, giovandosi della vicinanza del Centre for maritime research della Nato.
Crosetto: «centro fondamentale per il futuro»
«Alla Spezia - ha detto Crosetto - costruiamo il pilastro della presenza italiana nel mondo sottomarino. Ci sono tutti gli elementi perché abbia successo, ma i risultati si vedranno nel tempo. Il Polo nazionale della subacquea fa parte della visione della Spezia, che diventerà un centro fondamentale per il nostro futuro in questo settore, insieme alla visione di un Arsenale 5.0, un progetto da un miliardo di euro».
La dimensione subacquea, ha aggiunto Musumeci, «deve diventare un’opportunità per l’uomo, prima ancora che per la ricchezza di una nazione. Questa sfida si vince soltanto facendo rete»; e ha fatto riferimento, a questo proposito, al Comitato interministeriale per le politiche del mare (Cipom) e al Piano nazionale del mare.
Insieme ministeri, industrie, università ed enti ricerca
L’Italia, ha invece evidenziato l’ammiraglio Enrico Credendino, capo di stato maggiore della Marina militare, «sperimenta qui un modello unico di lavoro sinergico che mette assieme ministeri, industrie, università ed enti ricerca. Abbiamo ottenuto gli investimenti per fare il primo passo, ora dobbiamo andare avanti».



