Nato, ecco perché è di nuovo un baluardo della sicurezza in Europa
In un discorso nella sede bruxellese dell’organizzazione militare il segretario generale Jens Stoltenberg ha spiegato che “la Nato è più forte e più unita che mai”
di Beda Romano
ai preferiti su Google
3' min read
3' min read
Con una cerimonia breve e dall’evidente sapore anti-russo, i paesi della Nato hanno celebrato, giovedì 4 aprile, il 75mo anniversario dell’organizzazione militare, nata dopo la Seconda guerra mondiale, agli albori della Guerra Fredda. Agli occhi di molti, l’alleanza atlantica è tornata a essere un pilastro della sicurezza in Europa, sulla scia dell’invasione russa dell’Ucraina. Il suo allargamento a Est rimane fonte di interrogativi.
In un discorso nella sede bruxellese dell’organizzazione militare il segretario generale Jens Stoltenberg ha spiegato che “la Nato è più forte e più unita che mai”. L’ha definita “l’alleanza di maggiore successo nella Storia”, capace di “diffondere pace, democrazia e prosperità attraverso l’Europa”. Il trattato di appena 14 articoli fu firmato a Washington il 4 aprile del 1949, un anno dopo l’avvio del Piano Marshall.
Ai tempi i membri erano 12, oggi sono saliti a 32.
La firma avvenne in un auditorium della capitale americana, non lontano dalla Casa Bianca. I paesi firmatari erano gli Stati Uniti, il Canada, la Francia, il Regno Unito, l’Italia, il Belgio, l’Olanda, la Danimarca, il Portogallo, la Norvegia, l’Islanda e il Lussemburgo. “Per la prima volta, gli americani entravano in una alleanza in tempo di pace”, nota l’ex direttore di Le Monde, André Fontaine, nel suo La tache rouge, uscito in Francia nel 2004 (e in Italia l’anno dopo con il titolo La Guerra Fredda, Edizioni Piemme).
L’obiettivo dell’alleanza era di contrapporsi al nascente impero sovietico in Europa dell’Est. Incredibilmente, a 75 anni di distanza, il tema è tornato d’attualità. Due paesi, la Finlandia e la Svezia, hanno appena aderito alla Nato, sulla scia della guerra russa in Ucraina. Nella cerimonia di oggi, spazio è stato dato ai nuovi paesi membri, quelli che per decenni erano appartenuti al Patto di Varsavia, finché non cadde il Muro di Berlino nel 1989.

