L’oppositore di Putin

Navalny, fonti russe: trasferito temporaneamente a Mosca con nuove accuse

Aleksei Navalny è stato trasferito a Mosca in relazione a un nuovo caso penale aperto nei suoi confronti, con una accusa di vandalismo formalizzata nei suoi confronti il primo di questo mese, ha reso noto il canale Telegram Baza

Aggiornato il 12 dicembre 2023 ale ore 18:40

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Alexei Navalny appears  (Photo by Alexander NEMENOV / AFP)

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Aleksei Navalny è stato trasferito a Mosca in relazione a un nuovo caso penale aperto nei suoi confronti, con una accusa di vandalismo formalizzata nei suoi confronti il primo di questo mese, ha reso noto il canale Telegram Baza, che ha buoni contatti con le agenzie di sicurezza ma che tuttavia precisa che si tratta di una informazione non confermata ufficialmente. Mosca non sarebbe la destinazione finale del dissidente, di cui da sette giorni non si hanno notizie. Solo lunedì la direzione del carcere in cui era detenuto, nella regione di Vladimir, ha ammesso che il nome di Navalny non era più nell’elenco dei detenuti.

Il suo staff - come riporta Giuseppe Agliastro dell’Ansa - ha denunciato di non avere la più pallida idea di dove si trovi il rivale numero uno di Putin. Secondo la sua portavoce, i funzionari del carcere a oltre 200 chilometri da Mosca «hanno detto a un avvocato che il detenuto Navalny non è più nella loro lista». Ma «si rifiutano di dire dove sia stato trasferito», ha accusato Kyra Yarmish in un tweet subito ripreso dai media internazionali.

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Trasferito in un carcere ancora più duro?

Dopo la condanna a 19 anni inflittagli ad agosto con accuse di “estremismo” considerate di matrice politica, ci si aspetta che Navalny possa essere trasferito in un carcere di massima sicurezza. L’ex trascinatore delle proteste anti-Cremlino viene quindi portato proprio adesso in un altro centro detentivo ancora più duro del precedente? È una possibilità, ma non ci sono certezze. Il trasferimento in treno di una persona da un carcere a un altro può durare settimane in Russia, e le autorità non di rado - violando i diritti dei detenuti - non forniscono informazioni neanche ai familiari, se non dopo l’arrivo. Di sicuro c’è che la situazione di Navalny continua a destare gravissime preoccupazioni.

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I timori per la salute di Navalny

L’oppositore in questi anni ha denunciato continui soprusi e di essere stato ripetutamente rinchiuso in un’angusta cella di rigore con i pretesti più assurdi. Ma si teme anche per la sua salute. Yarmysh ha detto che la settimana scorsa Navalny si è sentito male nella sua cella e lo staff della colonia penale gli ha messo una flebo. «Ha avuto le vertigini e si è sdraiato sul pavimento», ha dichiarato la portavoce, denunciando che il malore potrebbe essere «uno svenimento per fame». «Non sappiamo cosa lo abbia causato, ma dato che è stato privato del cibo, tenuto in una cella senza ventilazione e gli è stato concesso un tempo minimo all’aperto, sembra che sia svenuto per la fame», ha affermato Yarmish. Che oggi è tornata a suonare l’allarme denunciando che stamattina Navalny non è comparso a un processo al quale avrebbe dovuto partecipare in collegamento dal carcere: «Questo è già il sesto giorno che non sappiamo dove sia Alexey o cosa gli stia succedendo», ha scritto Yarmysh. Secondo lei, i funzionari della colonia penale IK-6 avrebbero giustificato l’assenza con presunti problemi alla rete elettrica: una versione a cui lei però non crede. I collaboratori di Navalny raccontano che gli avvocati non riescono a parlare col dissidente dal 6 dicembre.

Una pioggia di procedimenti penali

Una situazione inquietante che si accompagna a una pioggia di procedimenti penali, tutti per imputazioni ritenute inventate di sana pianta per colpirlo. L’ultima accusa - stando alle indicazioni dello stesso Navalny - sarebbe di “vandalismo”. Ma il Cremlino pare aver preso ingiustamente di mira persino gli avvocati dell’oppositore, tre dei quali sono stati arrestati a ottobre con accuse di “estremismo” ritenute assurde.

Navalny è stato arrestato nel gennaio del 2021, non appena tornato a Mosca da Berlino, dove era stato curato per un avvelenamento che ha fatto temere per la sua vita e per il quale l’Occidente sospetta l’intelligence russa. Anche da dietro le sbarre l’oppositore non ha però smesso di criticare il governo e la scorsa settimana, in vista delle presidenziali di marzo, ha lanciato il programma “La Russia senza Putin”, esortando gli elettori a votare per qualunque candidato diverso dallo zar e cercare di convincere almeno altre dieci persone a fare lo stesso. Secondo il braccio destro di Navalny, Leonid Volkov, non sarebbe una coincidenza che questa situazione si stia verificando alla vigilia del voto: «Non è un segreto per Putin chi sia il suo principale avversario in queste “elezioni”, e vuole assicurarsi che la voce di Navalny non venga ascoltata», ha commentato Volkov, mentre anche gli Usa sono tornati a chiedere “l’immediato rilascio” del più noto degli oppositori russi.

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