Trasporti non di linea

Ncc, nuovo stop del Tar ai 20 minuti tra una corsa e l’altra

Stop alle modalità di registrazione dei vettori all’app Fdse, al collegamento obbligatorio tra i servizi di Ncc e a “ogni altra disposizione ... che costituisca esecuzione o sviluppo di tali disposizioni”. Trattazione nel merito fissata al 4 giugno 2025. Forza Italia chiede la sospensione dell’applicazione del Dm sul Foglio di servizio elettronico

di Flavia Landolfi, Vittorio Nuti

Aggiornato il 16 gennaio 2025 ore 16:30

4' min read

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No alla pausa di 20 minuti tra un servizio Ncc e l’altro e alle modalità di iscrizione al Foglio di servizio elettronico per gli operatori delle auto nere. L’ennesima battuta d’arresto per i decreti Salvini di riforma del settore Ncc arriva da una nuova pronuncia del Tar Lazio che torna ad occuparsi del tema con una ordinanza - depositata il 16 gennaio 2025 - destinata a fare rumore. Dopo la sospensione limitata alla sola norma che impone lo stop di 20 minuti tra un servizio e l’altro, disposta a dicembre 2024, i giudici amministrativi del Lazio fanno un passo ulteriore arrivando a censurare gran parte del Dm 226/2024 dei ministeri Trasporti e Interno. L’ordinanza 241/2025 della Terza sezione accoglie infatti il ricorso dell’Associazione Imprenditori Mobilità Sostenibile e sospende l’efficacia complessiva del provvedimento, in particolare le modalità di registrazione dei vettori all’app Fdse, il collegamento obbligatorio tra i servizi di Ncc e “ogni altra disposizione, anche contenuta negli allegati al decreto e nella circolare applicativa, che costituisca esecuzione o sviluppo di tali disposizioni”, fissando la trattazione nel merito al 4 giugno 2025.

No ai paletti sull’organizzazione del servizio Ncc

Diversi i motivi: il Dm, argomenta il giudice amministrativo, non si limita a “stabilire le specifiche inerenti all’obbligo di compilazione e tenuta del foglio di servizio in formato elettronico”, ma ha anche “indebitamente introdotto disposizioni tese, in sostanza, a regolare le concrete modalità di organizzazione e svolgimento dell’attività di noleggio con conducente”. Previsti, in particolare “vincoli e limitazioni a carico degli operatori NCC che non appaiono ragionevoli e proporzionati”, tenuto conto del quadro normativo dei servizi di trasporto non di linea.

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Tra gli aspetti censurati anche la norma che vieta agli operatori Ncc di stipulare contratti di trasporto con committenti che esercitano, anche solo in via indiretta, attività di intermediazione tra la domanda e offerta di servizi di noleggio con conducente: vedi agenzie di viaggio, alberghi, tour operator ma anche i gestori di piattaforme per la mobilità come Uber. Per il Tar si tratta di una limitazione ingiustificata dell’autonomia negoziale degli Ncc, che preclude agli stessi “di ricevere prenotazioni attraverso rilevanti canali di accesso alla utenza finale”, oltre a “comprimere la capacità concorrenziale degli operatori” con il rischio di “procurare un nocumento agli utenti finali laddove l’offerta degli altri servizi risultasse satura”.

Via libera agli accordi con chi offre servizi di intermediazione

Sotto questo profilo il legislatore - rileva l’ordinanza - “non ha introdotto alcun divieto in ordine alla possibilità che gli operatori di Ncc stipulino accordi con soggetti che erogano servizi di intermediazione, ma ha, per converso, consentito che i vettori NCC ricevano le prenotazioni mediante strumenti tecnologici, inclusi quelli correlati con le piattaforme tecnologiche che intermediano autoservizi pubblici non di linea, come expressis verbis riconosciuto anche dalla Corte costituzionale” con la sentenza sentenza n. 56/2020.

Bocciata anche la previsione secondo cui la partenza per un servizio Ncc deve coincidere con l’arrivo del servizio precedente, connessa all’obbligo di pausa di 20 minuti tra i vari servizi: imporre un collegamento tra i servizi di Ncc erogati dal medesimo operatore economico “si risolve nella surrettizia e indebita reintroduzione dell’obbligo di rientrare in rimessa al termine di ogni servizio, già dichiarato illegittimo dalla Corte costituzionale con la sentenza n. 56/20202. Non solo: “Contrariamente a quanto previsto nel gravato decreto ministeriale, la legge non vieta agli operatori di Ncc di effettuare un servizio susseguente ad uno precedentemente reso senza rientrare in rimessa se, prima dell’effettivo rientro in rimessa, tali operatori ricevano una prenotazione attraverso l’utilizzo di uno strumento tecnologico, essendo anche in tal caso salvaguardabili le esigenze di contrasto all’abusivismo sottese alla introduzione del foglio di servizio elettronico”.

La soddisfazione di MuoverSì, Forza Italia chiede un rinvio dell’applicazione del Dm

E mente il mondo delle associazioni di categoria esulta, il ministero delle Infrastrutture in una nota fa sapere che “la decisione non altera il processo di attuazione dei tre decreti attuativi sulla regolazione di taxi e Ncc, in quanto il decreto interessato dall'ordinanza è allo stato dei fatti congelato, nelle more del completo sviluppo delle funzionalità dell'applicazione digitale per la compilazione del foglio di servizio elettronico”. Il dicastero di Porta Pia si dice convinto “che le successive fasi del contenzioso consentiranno di chiarire la ragionevolezza delle scelte regolatorie effettuate” e nel frattempo “il Ministero continuerà l'interlocuzione e il confronto con le categorie, ribadendo l'impegno a combattere l'abusivismo di settore e garantire livelli di servizio di qualità ai cittadini”. Andrea Romano, presidente di MuoverSì, dal canto suo la considera “l’ennesima conferma della necessità di una nuova legge sul trasporto pubblico non di linea, di cui Governo e Parlamento dovrebbero farsi carico. L’esatto contrario dei decreti Salvini, che stanno danneggiando turismo, imprese e cittadini”. A giorni, annuncia Romano, “MuoverSí presenterà, insieme ai Radicali, una proposta di legge di iniziativa popolare su cui chiameremo i cittadini ad esprimersi. “Le soluzioni esistono - chiosa - è tempo di dotare anche l’Italia di una legge moderna ed efficace”. Perplessità sulla norma arrivano anche dalla stessa maggioranza. In una nota congiunta Stefano Benigni, vicesegretario nazionale di Forza Italia, insieme ai capigruppo azzurri nelle commissioni Trasporti di Camera e Senato Andrea Caroppo e Roberto Rosso, prendono invece atto dell’ordinanza e preannunciano “un emendamento al decreto Milleproroghe per il rinvio dell’applicazione del decreto”. L’obiettivo, spiegano, “è arrivare ad una normativa che non limiti la libertà di impresa e non paralizzi una categoria fondamentale e strategica per il trasporto pubblico non di linea, considerando anche il fatto che la città di Roma e l’Italia intera, con il Giubileo, si trovano ad affrontare una situazione difficile sotto il profilo della mobilità. L’offerta non può essere penalizzata, semmai deve essere potenziata per rispondere in pieno alle esigenze di cittadini e turisti”. Va all'attacco l'opposizione per bocca del vicepresidente della Commissione Trasporti di Montecitorio Andrea Casu: “Anche le nuove ordinanze del Tar che confermano le sospensive dei Decreti Salvini - dice - bocciano l'operato del peggior Ministro dei Trasporti della storia che invece di contrastare l'abusivismo sceglie di colpire l'effettività della libertà di circolazione e dei diritti di tutti cittadini e tantissimi lavoratori. In parlamento e nel paese continueremo a batterci per fermarlo”.

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