Ncc sul piede di guerra: ignorati dalla politica, il Codice ci penalizza
Le associazioni di categoria proclamano lo stato di agitazione: emendamenti salva-licenze bocciati alla Camera. In bilico il tavolo al Mit con il ministro Salvini
di Flavia Landolfi
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I punti chiave
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«Riteniamo che non vi siano le condizioni per rispondere alla convocazione al ministero prevista per oggi e contestualmente annunciamo lo stato di agitazione». Sono sul piede di guerra gli Ncc rappresentati da Sistema Trasporti, Anitrav, Associazione Ncc Italia, Comitato Air e Asincc: l’oggetto del contendere è il Codice della strada in discussione alla Camera e che ieri ha subito la bocciatura di tutti gli emendamenti chiesti dalla categoria.
Ncc: accanimento su di noi
Modifiche reclamate a gran voce soprattutto per ridurre l’impatto di un articolo del Codice che a fronte di qualsiasi irregolarità produce un fermo amministrativo delle auto per un periodo che va da 2 a 8 mesi e «senza la necessità che si sia nemmeno pronunciato un giudice», tuona la categoria. La protesta è rivolta al ministro Salvini : «Ci sembra chiaro che non si tratti più di leggi, operatività e mobilità - spiegano - ma si tratti della campagna elettorale per le elezioni europee in cui il ministro punta al voto dei tassisti e abbia deciso di ottenerlo portando in dono lo scalpo della nostra categoria».
Tavolo dei lavori interrotto
Di qui l’interruzione dei lavori del tavolo convocato al Mit perché «pensiamo che non vi possa essere alcuna concertazione in un ambiente così sfacciatamente di parte». La protesta entra in scena in una fase critica del trasporto in città: il blocco strutturale delle licenze dei taxi con i bandi che ancora non hanno portato in strada nuove auto bianche hanno continuato a creare difficoltà negli spostamenti.
Nuove licenze taxi non prima dell’estate
Le nuove prime licenze vedranno la luce non prima dell’estate e ora con questa agitazione, dicono gli Ncc, «sarà ancora l'utenza a pagare il prezzo con le interminabili attese di taxi introvabili o di ncc fermi in rimessa in attesa di un'udienza da un giudice di pace».


