Nel 2025 fatturato a 13,5 miliardi di euro per la filiera della pasta: exploit in dieci anni
Unionfood: tra il 2015 e il 2025 crescita media annua del 5,4%, superiore al Pil italiano (+3,2%) e a tutta a la filiera agroalimentare (+3,9%)
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Nel 2025 la filiera della pasta - che comprende la coltivazione del frumento duro, l’industria molitoria e la trasformazione - ha raggiunto un fatturato di 13,5 miliardi di euro, generando 3 miliardi di euro di valore aggiunto, con una produzione nazionale di 4,2 milioni di tonnellate, di cui circa il 60% destinato ai mercati internazionali. Negli ultimi dieci anni la crescita del comparto è stata superiore a quella dell’economia italiana.
Tra il 2015 e il 2025 il fatturato è aumentato di 5,7 miliardi di euro, con una crescita media annua del 5,4%, superiore sia a quella del PIL italiano (+3,2%) sia a quella della filiera agroalimentare estesa (+3,9%). Nello stesso periodo, il valore aggiunto è passato da 1,7 a 3 miliardi di euro. Lo fa sapere Unione italiana Food.
All’interno di questa filiera, l’industria della trasformazione della pasta, da sola, ha rafforzato in modo significativo il proprio peso, arrivando oggi a rappresentare 8,9 miliardi di euro di fatturato e 2 miliardi di euro di valore aggiunto.
“La pasta rappresenta molto più di un alimento: è una filiera industriale strategica che crea valore economico, occupazione e competitività per il Paese, contribuendo in maniera significativa alla diffusione del Made in Italy nel mondo. I numeri evidenziano la solidità e la capacità di crescita di un comparto che continua a investire, innovare e generare ricchezza lungo tutta la catena del valore”, dichiara Margherita Mastromauro, presidente dei Pastai di Unione Italiana Food.
