Viaggio nelle comunità energetiche /3

Nel Bresciano asse tra 46 Comuni per servire 270mila abitanti con tre fonti rinnovabili

Gardauno produrrà 23,5 milioni di kWh tramite solare, idroelettrico e teleriscaldamento e gli utenti risparmieranno fino a un terzo della bolletta. Investimento da 41 milioni

di Lello Naso

Centrale di teleriscaldamento

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Una comunità energetica rinnovabile, che in realtà è costituita da 46 comunità autonome fondate dai singoli comuni e poi messe in associazione, e che avrà come cappello una cooperativa che gestirà per tutti i servizi amministrativi e tecnici. GardaUno è la comunità energetica rinnovabile nata su iniziativa dell’omonima multiutility operativa sul versante lombardo del Lago di Garda che già gestisce l’energia e i servizi dei comuni coinvolti nella Cer. Alla fine del percorso la comunità produrrà 23,5 milioni di chilowattora: il 52% sarà autoconsumata, il 31% condivisa nella comunità e il 17% ceduta alla rete. Saranno usate tre fonti rinnovabili: idroelettrico, fotovoltaico e teleriscaldamento. I comuni e i cittadini che si associeranno (sono 270mila gli abitanti del territorio), potranno risparmiare fino a un terzo sulla bolletta. L’investimento è di 41 milioni.

Risparmi in bolletta

«Il progetto», spiega il direttore operativo di GardaUno Massimiliano Faini, «è nato un paio di anni fa quando abbiamo capito che la comunità energetica rinnovabile era lo strumento ideale per consentire ai nostri soci di risparmiare sulla bolletta utilizzando energie rinnovabili». La prima fase, è stato un lungo viavai tra Brescia e Roma per mettere in piedi l’architettura normativa di GardaUno. «Solo da gennaio», racconta Faini, «con l’emanazione del decreto attuativo, siamo diventati operativi. Abbiamo costituito le 46 Cer su misura dei comuni progettando le delibere esecutive e le strutture tecniche».

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Per ogni comune sono state studiate potenzialità e strumenti migliori utilizzando solo superfici di proprietà pubblica. Per i 23 sotto i mille abitanti sono stati messi a terra un centinaio di impianti fotovoltaici utilizzando anche i finanziamenti del Pnrr. La potenza sviluppata sarà di 2,5 megawatt. Per gli altri Comuni, GardaUno sta aspettando la pubblicazione dei bandi per i finanziamenti regionali. In ballo ci sono altri 150 progetti per un totale di 3,5 megawatt. «Uno dei primi passi», dice Faini, «è dimensionare i 250 impianti ai fabbisogni del Comune. Lo abbiamo fatto mettendo in fila le disponibilità di lastrici solari pubblici e di corsi d’acqua adatti per micro-impianti idroelettrici».

Filosofia della mutualità

La filosofia è quella della mutualità. «Tra il 40 e 50% dell’energia prodotta», spiega Faini, «sarà utilizzata all’interno del comune. Il rimanente sarà messo a disposizione della Comunità. Acquafredda, mille abitanti in provincia di Brescia, per esempio, produce 150 kilowattora da fotovoltaico ma gli abitanti hanno aderito per 1 megawattora».

Ci sono anche ipotesi per progetti in teleriscaldamento e idroelettrico. «Cerchiamo le soluzioni più adatte al comune», dice Faini. «A Valvestino, per esempio, c’è un progetto per utilizzare le biomasse ricavate dalla pulizia del bosco per alimentare tre impianti di teleriscaldamento. In molti paesi andremo a sfruttare i salti di quota e a installare turbine sulla rete per costruire impianti idroelettrici. È il caso di Limone del Garda, Magasa, Salò e Tignale».

Operatività al 2025-26

I tempi non sono brevi. «Gli impianti fotovoltaici e idroelettrici», prevede Faini, «contiamo di concluderli entro il 2025, per il teleriscaldamento dovremo attendere il 2026. Ma soprattutto, ultimata la fase burocratica e quella dell’implementazione degli impianti, rimane la parte più importante, il coinvolgimento della popolazione».

Un lavoro che, secondo Faini, deve attraversare tutta la catena: produttore, distributore, grossista e dettagliante devono fare ogni sforzo per far arrivare il progetto agli utenti. «Ci vorranno due-tre anni», dice Faini, «per fare arrivare il messaggio a tutti. Dobbiamo mettere in bolletta, in maniera chiara, quali sono i vantaggi per cittadini e comunità».

Faini, con concretezza bresciana, li riassume: la sostenibilità per l’uso di fonti rinnovabili; il sostegno per le famiglie in povertà energetica; il risparmio in bolletta; la creazione di un tesoretto per gli enti locali da usare per i servizi sociali.

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