Studio di Banca Ifis

Nel calciomercato mondiale acquisti per 7 miliardi all’anno

Negli ultimi 7 anni il valore della spesa per i trasferimenti dei giocatori è stato pari a 47 miliardi di euro, l’86% speso nei campionati dell’area Uefa

Kvicha kvaratskhelia con la maglia del Psg

5' min read

5' min read

Circa sette miliardi all’anno. A tanto ammonta mediamente il valore economico delle transazioni relative al calciomercato a livello internazionale. Le operazioni relative a giocatori che si trasferiscono da una Federazione a un’altra sono oltre 19mila.

Questi e altri numeri emergono dal focus dedicato al calciomercato all’interno dell’Osservatorio sullo Sport System Italiano di Banca Ifis. Lo studio, presentato venerdì 31 gennaio 2025 presso l’Hotel Sheraton di Milano nell’ambito della sessione invernale di mercato dei club italiani, fotografa un business altamente dinamico. All’incontro, organizzato da Banca Ifis insieme a MasterGroup Sport e Adise, hanno partecipato Luigi De Siervo (Amministratore Delegato Lega di Serie A), Paolo Bedin (Presidente Lega di Serie B), Umberto Calcagno (Presidente AIC), Giuseppe Marotta (Presidente di Adise e Internazionale FC) e Ariela Caglio (docente Sda Bocconi).

Loading...

Le tendenze in atto

In particolare, l’analisi di Banca Ifis ha approfondito le tendenze degli ultimi 7 anni (periodo 2018/2024) delle cinque principali Confederazioni calcistiche individuando il valore complessivo della spesa cumulata per l’acquisto dei giocatori, pari a 47 miliardi di euro. Di questa cifra, l’86% è attribuibile ai campionati Uefa, così come, su un totale di 134mila giocatori acquistati nel medesimo periodo l’area UEFA ha un’incidenza del 58%. In termini assoluti, questo si traduce in una spesa media annuale per i campionati europei pari a 5,77 miliardi di euro e incassi medi pari a 5,69 miliardi di euro. Sul fronte degli acquisti viene privilegiato il mercato domestico del Vecchio Continente, con il 75% degli arrivi provenienti dai campionati UEFA; dato che sale all’81% guardando alle cessioni. A questa convergenza verso l’Europa contribuisce principalmente il Sud America, con il CONMEBOL che fornisce il 36% degli arrivi extra europei. I campionati Sud Americani si confermano dunque un grande contenitore di valore atletico anche per il calcio europeo.

Il mercato Uefa

La Premier League risulta essere il principale motore dei trasferimenti. Nel periodo compreso tra il 2018 al 2024, la massima serie inglese ha acquisito più giocatori di quanti ne abbia ceduti ad altri campionati, con una media del 62% superiore a quella generale. La spesa cumulata nel periodo di analisi raggiunge infatti 13,2 miliardi di euro, con un saldo negativo tra spesa e incassi di 7,49 miliardi di euro. Alle spalle della Premier League, la Serie A rivaleggia con La Liga spagnola e si aggiudica la seconda posizione per volumi di mercato. La massima serie tricolore fa segnare una spesa complessiva pari a 5,04 miliardi di euro a fronte di incassi pari a 4,08 miliardi, con un saldo che sfiora il miliardo, pari a +957 milioni di euro. Valori analoghi per il campionato spagnolo (5,09 miliardi di euro di spesa e 4,46 miliardi di euro di incassi) con un saldo negativo pari a 630 milioni di euro.

I giovani da formare

«La Lega di B come serbatoio della Serie A - ha dichiarato Paolo Bedin, neo presidente della Lega di Serie B -. Dobbiamo riattivare questo flusso di giocatori dalla serie B alla Serie A per più motivi: uno, è nel DNA della nostra categoria da sempre, due permette di remunerare i grandi investimenti che gli imprenditori e delle società di B come quelle della società di C fanno su settori giovanili e sui vivai, tre dal punto di vista tecnico permette di incrementare e incentivare per valorizzare il talento italiano di cui abbiamo evidentemente bisogno a livello di nazionali».

Una lettura condivisa dall’ad della Serie A De Siervo: «L’investimento sui giovani calciatori è una cosa un po’ mancata negli anni scorsi, mentre finalmente ora sembra che si riesca a lavorarci. Lavoriamo in un contesto in cui la valorizzazione dei giovani calciatori nel nostro paese penso sia molto più difficile, rispetto invece a paesi dove i ragazzi hanno meno possibilità. Ecco, noi stiamo cercando di riportare l’interesse sulla formazione del talento».

Il mercato e l’Intelligenza Artificiale

«Io ho fatto da poco 50 anni di calciomercato - ha ricordato Marotta -, considerate le due sessioni sono 100 i mercati fatti. Oggi il calciatore ha un ruolo prioritario rispetto al passato, perché senza la volontà loro e considerato il ruolo degli agenti non si fa nulla anche se due club si mettono d’accordo. Il buon manager moderno deve adeguarsi a un concetto di innovazione, quindi confrontarsi con il mondo del digitale e degli algoritmi. Sono attività da prendere con grande positività, strumenti da mettere a disposizione del manager che deve poi prendere le decisioni finali, ma l’aspetto umano è ancora determinante nel buon esito di un’operazione che riguarda un giocatore. Anche nel mio club lavoriamo sull’Intelligenza Artificiale e che tipo di contributo può dare. A volte è capitato di avere calciatori tecnicamente forti, ma deludenti come persone. Per diventare campione il talento deve essere accompagnato da qualità di testa».

Il supporto finanziario ai club

«La ricerca del nostro Ufficio Studi evidenzia che il calciomercato è una leva strategica per i club, capace di catalizzare risorse economiche, grazie a un giro d’affari di quasi 7 miliardi di euro l’anno, oltre all’interesse e all’entusiasmo dei fan, su scala internazionale. La nostra esperienza, ultraventennale - ha sottolineato Raffaele Zingone, Condirettore Generale e Chief Commercial Officer di Banca Ifis - in questo settore, ha permesso di costruire competenze fortemente specializzate, con prodotti e soluzioni dedicati, in grado di rispondere con flessibilità alle specifiche esigenze dei club e dei protagonisti del settore sportivo. Come Banca Ifis vogliamo farci promotori dello sviluppo dell’intero sistema calcio, collaborando con tutti gli attori affinché si possano creare sinergie sempre più forti e generare valore, non solo per il sistema, ma anche per il Paese e i territori, attraverso iniziative virtuose di inclusione sociale veicolate con lo sport».

L’Ufficio Studi di Banca Ifis ha condotto anche un’analisi sul ciclo finanziario delle squadre italiane. In particolare, analizzando i top club di Serie A, partendo da un dato medio di cassa a inizio periodo pari a 62,8 milioni di euro, l‘incidenza di spesa per il calciomercato raggiunge una percentuale del 91% con un’evidente intensità di investimento che riduce sensibilmente la disponibilità di cassa che, a fine periodo scende a 9,1 milioni di euro. La stessa dinamica si ritrova anche nei club di seconda e terza serie che, seppur in maniera minore, mostrano un impatto rilevante degli investimenti sul calciomercato indicando un impatto sulla disponibilità di cassa. In particolare, l’analisi evidenzia come la cassa dei club in media è finanziata per il 75% da mezzi terzi e per il 25% da mezzi propri, con differenze rilevanti tra le diverse tipologie di squadre. Per i club top di Serie A i mezzi propri incidono per il 17% delle necessità finanziarie mentre per il restante 83% è necessario il ricorso a mezzi terzi. Un’attività che, come dimostra l’analisi, permette di passare da un volume di cassa pre-finanza pari a 9,1 milioni di euro e un volume di cassa post-finanza di 68,6 milioni di euro. In sostanza, quindi, la spesa per i calciatori è un vero e proprio investimento che impatta sul ciclo finanziario delle squadre che non può basarsi sulle sole risorse generate dai club e che deve fare ricorso a mezzi di finanziamento calibrati da un supporto specialistico particolare, che tenga conto sia delle costanti cicliche, sia delle variazioni stagionali.

Copyright reserved ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti