Nel civile giudici in servizio anche oltre dieci anni
Sì definitivo della Camera: la deroga al tetto si estende ai magistrati minorili. Braccialetti elettronici con più garanzie sul funzionamento
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I punti chiave
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È una legge zibaldone quella approvata martedì 20 gennaio definitivamente dalla Camera in materia di giustizia, con 163 voti a favore e 103 astenuti, convertendo il decreto legge di fine novembre. Affastella infatti misure organizzative ad altre interpretative sui più diversi fronti, dal civile, al penale, alla crisi d’impresa all’assetto degli uffici giudiziari, alle carceri. Per strada, già a ridosso della presentazione in Consiglio dei ministri, era peraltro stata accantonata (per ora?) la norma bavaglio che avrebbe impedito ai magistrati interventi pubblici inopportuni.
Salta il tetto di permanenza
Ora, tra i principali interventi e accomunati dall’obiettivo di fronteggiare le criticità degli organici nella magistratura, sia togata sia onoraria, c’è da innanzitutto l’autorizzazione alla trasgressione del limite decennale di permanenza per i giudici civili fino a tutto giugno 2026, norma indirizzata evidentemente a evitare rallentamenti nell’attività di smaltimento delle cause e di accorciamento dei tempi di decisioni, elementi cruciali in chiave di Pnrr.
Magistrati di famiglia in servizio
Identica misura, via libera a oltrepassare il limite di dieci anni, anche per una categoria specifica di magistrati, quelli dedicati alla trattazione dei procedimenti in materia di famiglia. Dove alla base della proroga, solo sino a ottobre di quest’anno, c’è la necessità di affrontare tutte le difficoltà operative emerse con il nuovo tribunale delle persone istituito dalla riforma Cartabia.
Giudici di pace operativi più rapidamente
Cruciale anche la modifica alla disciplina attuale che prevedeva un periodo di due anni di permanenza nell’ufficio del processo per i giudici di pace, prima della presa di possesso delle funzioni; ora, con la legge approvata martedì 21 gennaio il limite, dopo l’ultima modifica del Senato, è stato drasticamente abbassato a soli sei mesi. Una presa d’atto dei gravi vuoti in organico in diversi uffici giudiziari, tanto più grave alla vigilia, subito dopo l’estate, dell’assunzione di nuove competenze da parte dei giudici di pace.
Più competizione in Cassazione
In Cassazione, inoltre, con l’obiettivo di allargare l’area dei candidati per incarichi assai delicati, eliminando alcuni ostacoli attuali, il requisito dei quattro anni di servizio residui prima della data di collocamento a riposo non si applicherà più per il conferimento degli incarichi riguardanti funzioni direttive giudicanti e requirenti di legittimità e funzioni direttive superiori giudicanti e requirenti di legittimità.



