Nel gioco della moneta, vecchie abitudini e nuovi concetti digitali
La comunità globale di coloro che si interessano di questioni monetarie e bancarie è nuovamente in subbuglio per l’annuncio da parte dei collaboratori di Elon Musk sì, sempre lui – che sulla piattaforma X (già Twitter) di sua proprietà verrà offerta una applicazione per fare pagamenti, chiamata X Money
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Ci risiamo. La comunità globale di coloro che si interessano di questioni monetarie e bancarie è nuovamente in subbuglio per l’annuncio da parte dei collaboratori di Elon Musk – sì, sempre lui – che sulla piattaforma X (già Twitter) di sua proprietà verrà offerta una applicazione per fare pagamenti, chiamata X Money. Musk, che già controlla e amministra sei società e si appresta a ricoprire nella nuova amministrazione Usa una funzione equivalente a quella di ministro, e che intanto trova anche il tempo di diventare campione di videogiochi, non è nuovo in questo settore di attività: già a cavallo del secolo, insieme a Peter Thiel, aveva dato origine a PayPal. Ora la carta vincente sarebbe la sinergia con una messaggistica che vanta globalmente oltre 600 milioni di utenti.
La notizia è solo l’ultima di una serie di preannunciate “rivoluzioni” in un settore, quello dei pagamenti, che una volta non faceva notizia ma che dal 2008, anno in cui il fantomatico Satoshi Nakamoto ha creato Bitcoin, è ripetutamente sconvolto da annunci di questo tipo. Altrettanto se non più rumore suscitò nel 2019 l’annuncio che Facebook (oggi Meta) si preparava a lanciare una nuova moneta globale, chiamata Libra. Quel progetto è poi naugfragato, alcuni dicono per l’opposizione delle autorità ma più verosimilmente per l’improvvisazione con cui era stato concepito. Non senza però lasciarsi dietro effetti che sono ancora fra noi. Nel timore di essere rimpiazzate nel loro campo esclusivo di competenza, la moneta, le banche centrali hanno da allora studiato la possibilità di creare una loro moneta digitale, da affiancare da quella tradizionale di carta: un “circolante elettronico”, in inglese central bank digital currency, o CBDC. Questo progetto, di cui la Banca Centrale Europea è poi divenuta uno dei più ardenti sostenitori, va avanti da allora a livello di studio ma nessun paese (a parte la Cina e pochi altri improbabili esempi) ha deciso di passare all’effettiva realizzazione, essendo stati sollevati dubbi sull’effettiva utilità di esso e sui connessi rischi.
X Money è quindi l’ultimo caso di una serie di iniziative private e pubbliche che si propongono di rivoluzionare il modo in cui paghiamo per le cose che compriamo. Che il sistema dei pagamenti al dettaglio abbia bisogno di essere rivoluzionato è peraltro dubbio: negli ultimi anni ha funzionato bene, mettendo a disposizione della gente mezzi sempre più efficienti, e sicuri e a buon mercato.
Come accade spesso nella moderna comunicazione, il rumore provocato dall’annuncio di X sovrasta e oscura l’informazione utile che viene messa a disposizione, per cui risulta difficile capire in che cosa il nuovo strumento consisterebbe effettivamente. A quanto pare il modello di riferimento sarebbe We Chat, la piattaforma cinese del gruppo Tencent attraverso la quale milioni di utenti, cinesi e non, trasferiscono fondi presso istituzioni di deposito essenzialmente cinesi. Con il beneficio del dubbio – l’informazione sulle cose cinesi non è mai del tutto trasparente – We Chat non è una banca sui generis, ma piuttosto una piattaforma per la movimentazione di fondi collocati nel bilancio di altri soggetti, tipicamente intermediari regolati dal governo cinese. Tale, si può desumere, dovrebbe essere X Money.
Proprio qui sta il punto cruciale. In un libro di prossima pubblicazione (Money in Crisis, Cambridge University Press, aprile 2025) l’economista Daniel Gros e io abbiamo cercato di mettere ordine nel dibattito sulle monete digitali partendo dalle origini storiche e dalle funzioni fondamentali della moneta per arrivare a come le diverse odierne monete digitali si pongono nell’alveo di quella storia e nel realizzare quelle funzioni. Scritto ben prima che super-Elon lanciasse la sua nuova avventura, il libro fornisce però elementi per comprendere anche questo strumento.

