La transizione

Nel sito di Modugno conversione all’elettrico per Magneti Marelli

di Vincenzo Rutigliano

3' min read

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Conversione a piccoli passi verso l’elettrico nello stabilimento barese della Magneti Marelli. Nel sito di Modugno, che occupa quasi mille addetti, la conversione ha soprattutto il nome dei motori destinati alle super veloci della Maserati.

Negli ultimi due anni e mezzo la divisione Electric Powertrain ( che si occupa di soluzioni e tecnologie per la propulsione elettrica) ha infatti messo punto, e fornito, alla Maserati, tre motori elettrici -1200 Cv e 1350 Nm di coppia per la “GranTurismo Folgore”, la prima auto interamente elettrica del Tridente. Tutti e tre i motori sono stati progettati, sviluppati e realizzati in house nello stabilimento di Modugno, compresa la messa a punto dei fari full led e delle unità di controllo per la telematica della esclusiva coupè. Sia il prodotto che il relativo processo produttivo specifico sono stati sviluppati a tempo di record in 2 anni e tutto è avvenuto utilizzando le capacità ingegneristiche e produttive interne, adottando processi di ultima generazione, come per il rotore e lo statore, ed un controllo qualità (i passaggi sono oltre 70) affidato ad una stazione di fine linea dedicata al collaudo di ogni motore elettrico, prima della consegna al cliente. Nel sito di Modugno - uno degli 11 che il gruppo controllato dagli americani di Kkr ha in Italia e che saranno 9 con la cessione di Crevalcore e la chiusura di Venaria Reale - l’elettrico è anche Porsche per le sue autovetture con questa motorizzazione.

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A questi due clienti dovrebbe aggiungersi,dal 2025, l’Alpine (gruppo Renault) per volumi “non particolarmente consistenti- spiega Max Massari della Rsu Uilm di MM Bari - di cui si stanno già attivando le linee di produzione e quel che più conta è che ci sono trattative, in corso, per puntare ad altre case automobilistiche. Entro qualche mese dovrebbero arrivare le risposte”. Si tratta di segmenti di mercato particolari, di nicchia, nei quali un sito produttivo specialistico come quello barese può ben inserirsi, perché quando si tratta di motori elettrici per le utilitarie, e quindi di grandi numeri, le case costruttrici si muovono in house per saturare i loro impianti. Muoversi in queste produzioni di nicchia è a sua volta molto “altalenante”, instabile, perché risentono dell’approccio complessivo con il quale si sta passando alla mobilità elettrica. Come è accaduto alla produzione del motore elettrico destinato ad un pick-up ibrido della Chrisler, produzione chiusa in anticipo di un anno, provocando 160 esuberi nel sito di Modugno, e ricorso agli ammortizzatori sociali, ai contratti di solidarietà, che in Magneti Marelli riguardano tutti i settori nei quali sono occupati i 994 addetti, impiegati compresi. La conversione verso l’elettrico è dunque in atto, pur in un quadro che vede destinare a questo stabilimento altri investimenti, per 32 milioni, per realizzare proprio su componenti del motore endotermico altri 4 nuovi prodotti (due tipologie di iniettori, una pompa ed un collettore) destinati alla nuova piattaforma Stellantis, con avvio produttivo nel 2027 e conclusione il 2035. Segno che questo stabilimento ha ancora molto da dire proprio nell’endotermico, giacché con questo investimento, quando partirà, « si avrà la saturazione occupazionale», prevede Massari. Nel sito infatti è stato sviluppato un iniettore a 1000Bar, un prodotto all’avanguardia che ha standard altissimi e che ha ricevuto anche riconoscimenti internazionali.

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