Nissan-Renault, l’ex presidente Ghosn esce dal carcere
di Stefano Carrer
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Dopo 108 giorni di carcere, Carlos Ghosn è uscito dal centro di detenzione a nord est di Tokyo, in seguito alla concessione a sorpresa, martedì, della libertà su cauzione. L'ex presidente della Nissan-Renault-Mitsubishi Motors ha pagato un miliardo di yen, l’equivalente di 7,8 milioni di euro, e sarà sottoposto ora a una serie di misure cautelative (videocamere) per garantire la sua continua sorveglianza. Gli è proibito di lasciare il Giappone.
Dopo due richieste respinte, questa volta il tribunale di Tokyo ha accolto la richiesta di scarcerazione e libertà provvisoria su cauzione avanzata dai legali di Ghosn, arrestato lo scorso 19 novembre. La procura ha immediatamente fatto ricorso, che però è stato respinto.
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Le accuse a Ghosn riguardano una sottostima dei suoi compensi nei report alle autorità finanziarie in un arco di otto anni, per un totale equivalente a oltre 80 milioni di dollari, e i vantaggi indebiti che avrebbe tratto dai rapporti con un uomo d'affari saudita in relazioni d'affari con Nissan.
Ghosn si dichiara innocente e vittima di un complotto orchestrato dal Ceo di Nissan, Hiroto Saikawa. Secondo alcuni analisti, Saikawa l'avrebbe “tradito” anche perché contrario ai piani strategici di una maggiore integrazione tra Nissan e Renault. Una preoccupazione che sarebbe condivisa nelle sfere governative giapponesi, cui non piace l'idea che Nissan e Mitsubishi Motors possano finire in mani straniere.
