Nocciole, produzione nazionale in recupero ma restano i problemi strutturali
Dopo il crollo del 2025 raccolta in rialzo del 10% a 75mila tonnellate a fronte di un potenziale di 100mila. Capone (Conaf): essenziale il moniotraggio su clima e fitopatie
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Il bilancio dell’annata 2026 restituisce l’immagine di una corilicoltura italiana in parziale ripresa, ma ancora esposta a significative vulnerabilità produttive e climatiche. Dopo le forti perdite della stagione precedente, il 2026 ha mostrato segnali di recupero nei noccioleti italiani, sebbene disomogenei e ancora condizionati dall’andamento climatico e dalle problematiche fitosanitarie.
Secondo le prime stime disponibili, la produzione nazionale dovrebbe attestarsi intorno a 75mila tonnellate, circa il 10% in più rispetto al 2025, rimanendo tuttavia al di sotto del potenziale produttivo italiano, stimato in circa un milione di quintali. Il dato, da considerare preliminare, dovrà essere verificato alla luce dei consuntivi definitivi.
Il quadro territoriale evidenzia differenze significative. In Piemonte, la campagna ha mostrato un recupero rispetto al 2025, ma con risultati eterogenei tra i diversi comprensori e persino all’interno delle singole aziende. Le condizioni pedoclimatiche, l’esposizione degli appezzamenti e le tecniche di gestione hanno contribuito a determinare rese differenti. Nell’Astigiano sono stati segnalati risultati qualitativi positivi e una cascola relativamente contenuta, mentre in altri areali la carenza idrica ha penalizzato soprattutto gli impianti non irrigui.
Nel Lazio, con particolare riferimento alla Tuscia, si è registrato un recupero quantitativo rispetto alla difficile stagione precedente, sebbene localmente gli eventi meteorologici intensi, tra cui grandinate e forti temporali, abbiano inciso sui risultati produttivi. In Campania, l’andamento è risultato differenziato in funzione delle caratteristiche territoriali. Nelle aree a influenza costiera, le temperature elevate e la pressione degli insetti fitofagi hanno contribuito a ridurre le produzioni. Nelle zone più interne e fresche dell’Irpinia, invece, le condizioni climatiche relativamente più favorevoli, le maggiori escursioni termiche e il minor stress idrico hanno consentito, in diversi contesti, un recupero dei quantitativi rispetto al 2025, accompagnato da un buon livello qualitativo.
Obiettivo sostenibilità. Il bilancio della campagna non può tuttavia limitarsi ai quantitativi raccolti. La resa allo sgusciato, la qualità sanitaria e commerciale delle nocciole, i costi di produzione e la remunerazione del prodotto sono parametri fondamentali per valutare l’effettiva sostenibilità economica degli impianti.
