«Nomadland», il film giusto al momento giusto
Una riflessione sul lungometraggio di Chloé Zhao, assoluto trionfatore della notte degli Oscar con tre statuette: miglior film, miglior regista e miglior attrice protagonista
di Stefano Biolchini e Andrea Chimento
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I punti chiave
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I pronostici non sono stati smentiti: «Nomadland» ha ottenuto l'Oscar al miglior film superando la nutrita concorrenza.
Non è una novità, anzi, ormai è una continua conferma che il terzo lungometraggio della brava Chloé Zhao (vincente come miglior regista) abbia la meglio sui suoi rivali: un cammino trionfale iniziato con il Leone d'oro alla Mostra del Cinema di Venezia e con il Premio del Pubblico al Festival di Toronto, proseguito con decine di altri riconoscimenti, tra cui il Golden Globe per il miglior film drammatico, e ora con la statuetta più importante dell'universo cinematografico.
Arriverà in Italia nei prossimi giorni questo lungometraggio che non è né un capolavoro, né un film che segna la storia del cinema contemporaneo, ma una pellicola proposta (anche fortunatamente, forse) nel momento giusto.
Film attesissimo
Fin dalle sue prime presentazioni ai Festival è stato contrassegnato dall'etichetta di film attesissimo, imperdibile, capace di ridare lustro al mondo del cinema dopo un'annata segnata dalla pandemia e dal lockdown.
Un film arrivato al momento giusto perché dopo mesi distanti dai grandi schermi è stata una boccata d'aria fresca, con le sue vedute open air e bellissime immagini, capaci di rappresentare al meglio il rapporto tra i personaggi in scena e l'ambiente che li circonda.
