«Normativa su Ai pressocché nulla, regolare settorialmente come nella farmaceutica»
La posizione di Luca Bolognini, presidente dell'Istituto italiano per la privacy. L'Ai Act è «un primo passo», lo Stato di diritto «resti umano»
di Simona Rossitto
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La liceità della raccolta e dell'elaborazione dei dati, l'esattezza del dato, ma anche la responsabilità civile in caso di danno e la tutela dell'etica e del diritto pubblico quando vengono violati diritti costituzionali: sono solo alcune delle sfide sul piano normativo a cui dovrà rispondere la legge. E il tutto viene reso più difficoltoso per la lentezza della legislazione nei confronti della corsa tecnologica.. A parlare di norme, diritti, Ai e Ai generativa è Luca Bolognini, presidente dell'Istituto Italiano per la Privacy e la Valorizzazione dei Dati (IIP) e socio fondatore dello studio Ict Legal Consulting.
Al momento si possono utilizzare le regole sulla privacy ma «il grosso della regolazione manca ancora» mentre l'Ai Act «è un primo passo» necessario ma non sufficiente. Per Bolognini la soluzione, imitando quanto successo nel settore farmaceutico, potrebbe passare per una regolazione di settore, distinguendo i piani: non a tutti, insomma, dovrebbe essere consentito di gestire tutti i tipi di Ai, come per farmaci, quelli da banco li possono comprare tutti, diversamente da quelli per cui c'è bisogno di una prescrizione medica. «Almeno settorialmente, cioè, si dovrebbe iniziare a pensare che non tutte le tecnologie siano necessariamente a uso massivo».
Come Istituto della privacy avete già affrontato il tema delle Ai generativa? Abbiamo gli strumenti normativi necessari?
Siamo a metà del guado. Di specifico sull'Ai generativa non abbiamo nulla, e pressocché nulla abbiamo anche sull'Ai in generale in Italia ed Europa. Si spera che l' Ai Act, a livello europeo, sia in dirittura di arrivo entro l'anno per poi essere applicato dal 2025-26. Si tratta, tuttavia, di scadenze così lontane rispetto alla corsa delle tecnologie che rischiamo l'effetto che si ha in astronomia; la luce legislativa che vedremo arrivare potrà regolare solo quanto è già passato, sarà già troppo tardi. Ci sono, comunque, alcuni pezzi di normativa che possono essere applicati all'Ai, quelli che riguardano il copyright, la privacy, la protezione dei dati personali. Non è un caso che il Garante italiano, a cavallo delle festività pasquali, sia intervenuto con un provvedimento cautelare, inibendo provvisoriamente il trattamento dei dati ad OpenAi. E' interessante che l'Autorità abbia usato norme che guardano come e su che base vengono raccolti i dati relativi alle persone fisiche, come vengono elaborati, con quale grado di esattezza. Il Garante ha stigmatizzato il fatto che l'utente veda i propri dati catturati dal fornitore per allenare il motore generativo, ma anche le modalità secondo le quali vengono utilizzati i dati raccolti a monte, per creare la base di conoscenza di Gpt.

