Milleproroghe

Fisco, chance su rottamazione quater: possibile riammissione. Concordato al 30 settembre

Chi non ha pagato fino al 31 dicembre può presentare una nuova domanda e versare entro il 31 luglio 2025 la prima o unica rata di dieci. Slitta anche il termine per l’accordo biennale delle partite Iva

di Redazione Online

Aggiornato il 10 febbraio 2025 alle 21:10

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I contribuenti che sono decaduti dalla rottamazione quater, potranno essere riammessi alla definizione agevolata delle cartelle. Lo prevede un emendamento dei relatori al decreto Milleproroghe, ora all’esame della commissione Affari costituzionali del Senato. Il debitore che al 31 dicembre 2024 ha perso il beneficio dell’operazione per il «mancato, insufficiente o tardivo versamento» delle rate da pagare, si legge nell’emendamento, potrà essere riammesso presentando «entro il 30 aprile 2025» una nuova dichiarazione di adesione. Ma non è l’unica novità sul calendario fiscale, perché con un altro emendamento dei relatori si va verso lo slittamento dal 31 luglio al 30 settembre 2025 del termine per aderire al concordato preventivo biennale. Ma dalle opposizioni è arrivata la richiesta dalla maggioranza di fare dietrofront: «Se non tolgono il fisco dal tavolo è impossibile procedere», affermano i capigruppo del Pd in commissione affari costituzionali e in commissione finanze Andrea Giorgis e Daniele Manca, precisando di aver chiesto che l’emendamento venga ritirato oppure si procederà col voto su 1.300 emendamenti.

La riammissione alla rottamazione

Secondo quanto previsto dall’emendamento depositato, i debitori che alla data del 31 dicembre 2024 sono incorsi nell’inefficacia della relativa definizione a seguito del mancato, insufficiente o tardivo versamento, alle relative scadenze, delle somme da corrispondere per effetto dell’adesione alla stessa definizione, possono essere riammessi presentando una nuova dichiarazione di adesione entro il 30 aprile 2025.

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Pagamento fino a un massimo di dieci rate

Il pagamento degli arretrati della rottamazione quater, sui quali sono dovuti gli interessi al tasso del 2 per cento annuo a decorrere dal 1° novembre 2023, è effettuato alternativamente in unica soluzione, entro il 31 luglio 2025, oppure nel numero massimo di dieci rate consecutive. Quindi i contribuenti avranno la possibilità di dilazionare il debito pregresso che non è stato versato fino a dieci rate non consecutive.

Slitta di due mesi il termine del concordato

Nel Milleproroghe entra anche il rinvio di due mesi del concordato preventivo biennale. La scadenza per aderire all’accordo 2025-2026 è destinata a slittare, secondo l’emendamento presentato dai relatori, dal 31 luglio al 30 settembre 2025. Il rinvio, si spiega nella relazione illustrativa, «è finalizzato a distribuire in modo più razionale gli adempimenti fiscali considerato il necessario periodo di avviamento del nuovo istituto». Nei giorni scorsi sia i commercialisti sia le associazioni di categoria di artigiani, autonomi e commercianti avevano chiesto di far slittare il termine di adesione, per consentire un maggior margine temporale per le decisioni sulla convenienza.

Le altre proroghe sui modelli di dichiarazione e sugli Isa

L’emendamento dei relatori prevede anche altre proroghe. Punta, infatti, a spostare dal 28 febbraio al 17 marzo 2025 (quindi solo per quest’anno) il termine entro il quale l’agenzia delle Entrate metterà a disposizione i modelli delle dichiarazioni dei redditi e dell’Irap. Sempre per il 2025 slitta dal 15 al 30 aprile la data dalla quale saranno aperti i canali per la trasmissione della dichiarazione dei redditi delle persone fisiche e dello società e dell’Irap. Mentre i programmi per gli Isa e per il concordato preventivo biennale saranno messi a disposizione entro il 30 aprile sempre per quest’anno. Quindici giorni in più rispetto al termine previsto del 15 aprile.

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