Nuovi mercati europei nel radar di Esprinet. Giro di vite sulle scorte
Il gruppo, va ricordato, svolge l’attività essenzialmente in tre Paesi: Italia, Spagna e Portogallo
di Vittorio Carlini
5' min read
Le ultime da Radiocor
Bmw: utile lordo gruppo crolla del 25% nel I trimestre a 2,3 mld, pesano dazi
Leonardo: Cingolani, I trimestre ottimo, da agenzie rating conferma solidita'
Lufthansa: perdita I trim scende a 665 mln (da 885), +8% i ricavi a 8,7 mld
5' min read
Da una parte proseguire nella riduzione delle scorte di magazzino e fare scendere il Capitale commerciale circolante netto. Dall’altra la volontà di guardare - attraverso un eventuale shopping - all’espansione in Europa oltre la Penisola iberica. Sono tra i focus di Esprinet, di cui la Lettera al risparmiatore ha sentito i vertici, a sostegno del business.
Attività all’estero
Il gruppo, va ricordato, svolge l’attività essenzialmente in tre Paesi: Italia, Spagna e Portogallo. Ebbene: la volontà è di volgere lo sguardo anche verso altri Stati europei al fine di espandersi. Nel radar della società ci sono diversi mercati: dalla Germania (con l’area di lingua tedesca) alla Francia e Benelux fino alla Gran Bretagna. Certo: l’azienda, che storicamente ha realizzato molteplici acquisizioni, è pronta a cogliere l’occasione solamente se si presenta la giusta opportunità sotto il profilo industriale, strategico e di prezzo. Quindi la tempistica sulla possibile mossa non è definita. Ciò detto, però, l’auspicio di Esprinet è che possa concretizzarsi qualcosa di interessante anche nei prossimi dodici mesi.
Al di là di ciò quale, allora, l’identikit del potenziale target? Essenzialmente sono monitorati distributori di soluzioni a valore aggiunto. È escluso il turnaround. Vale a dire: si guarda solamente a imprese già redditizie. Infine: deve trattarsi di società con dimensioni sufficienti (per esempio composte da almeno un centinaio di unità) e con un management in grado di porsi l’obiettivo di crescere e aggregare il business nella nuova geografia.
Il capitale circolante
Ma non è solo questione della possibile ulteriore internazionalizzazione. Più nell’immediato, oltre alla crescita organica e al focus sulle soluzioni ad alta marginalità, c’è l’impegno rispetto al Capitale commerciale circolante netto (Cccn). Alla fine del primo trimestre del 2023 lo stock dell’indicatore patrimoniale si è assestato a quota 504,5 milioni. Cioè: un dato in aumento sia rispetto ad un anno prima (257,7 milioni) che al 31/12/2022 (261,6 milioni).
Si tratta di una dinamica - dovuta al mix dei trend di scorte, crediti commerciali e debiti commerciali - la quale fa storcere il naso al risparmiatore. Il disappunto non è condiviso dalla società. In primis il gruppo, pure conscio della situazione, ricorda che la salita dell’inventory è la conseguenza della necessità – comune a tante altre aziende – di gestire i problemi sulle filiere globali di approvvigionamento. Inoltre, viene sottolineato, il processo di riduzione del magazzino è già iniziato nell’ultimo quarter del 2022 ed è proseguito nel trimestre successivo. Da 718,9 milioni di Inventory (al 31 marzo dello scorso anno) si è passati a 672,7 milioni di fine 2022 per arrivare a livello di 597,9 milioni del 31 marzo 2023. In tal senso, anche e soprattutto grazie ai minori acquisti su prodotti a bassa marginalità come i personal computer, la previsione è dell’ulteriore calo del magazzino nell’esercizio in corso. Il target è di tornare, sempre a fine del 2023, a 40-45 giorni di rotazione del magazzino stesso.



