L’addio di Cingolani: «Nato difficile da smantellare, ma l’Europa si rafforzi»
di Celestina Dominelli
di Raoul de Forcade
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Il porto della Spezia si prepara ad avere un nuovo molo e una nuova stazione marittima per le crociere; mentre la città potrà godere di un nuovo waterfront, su uno spazio di 80mila quadrati, che lo scalo restituisce al Comune.
Nelle scorse settimane, è iniziata la fase esecutiva dei lavori per la costruzione del molo, a partire dalla bonifica bellica superficiale e profonda degli specchi acquei antistanti Calata Paita (su cui si innesta la banchina in fieri) nonché l’avvio del piano di monitoraggio ambientale e le relative attività correlate. Seguiranno le opere di consolidamento del fondale marino, per poi passare alle fasi realizzative della struttura di banchina, che consentirà l’approdo di navi da crociera di seconda generazione su due accosti elettrificati di 393 e 339 metri.
L’importo del contratto di appalto, andato al raggruppamento di imprese costituito da Fincosit (capogruppo), Agnese costruzioni e Rcm, è di 47,9 milioni, oltre a 542mila euro per oneri di sicurezza non soggetti a ribasso. Il progetto ha un quadro economico di spesa di 57 milioni ed è cofinanziato dal fondo complementare del Pnrr per 30 milioni. La durata prevista dei lavori è stimata in 710 giorni, cioè un paio d’anni.
Secondo Mario Sommariva, presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mar Ligure orientale (La Spezia e Marina di Carrara), l’avvio del cantiere del nuovo molo crociere, «costituisce una tappa fondamentale nel percorso di sviluppo del settore crocieristico per il porto della Spezia e nella trasformazione urbanistica, in chiave turistico ricettiva, delle aree di Calata Paita che saranno interessate dal nuovo waterfront cittadino».
Quello del nuovo terminal per le unità da crociere, sottolinea Federica Montaresi, segretario generale dell’Adps spezzina, «è un progetto importante per il porto ma è anche di grande rilievo per quanto riguarda l’interazione tra porto e città; quindi nell’ottica del nuovo waterfront, che nascerà della restituzione, alla città, di tutta l’area di Calata Paita, di cui abbiamo inaugurato, lo scorso anno, i primi 5mila metri quadri tornati ai cittadini. Quello è stato un primo passo significativo, perché ha fatto capire che si può fare. E anche 5mila metri quadrati possono sembrare pochi, abbiamo dato il segnale che l’area in questione può davvero diventare uno spazio fruibile per la città. Con l’avvio del cantiere del nuovo molo, poi, si è aggiunto un ulteriore step, che fa capire dove andremo nel futuro, soprattutto per quanto riguarda tutto ciò che è interazione a porto-città e riqualificazione».