Riassetto

Nuovo molo crociere nel 2026 e waterfront in arrivo alla Spezia

Il porto cambia aspetto con la costruzione del terminal per le navi passeggeri e il ritorno alla città di 80mila metri quadrati sul mare. Previsita anche la realizzazione di una stazione marittima

di Raoul de Forcade

Il terminal. Il molo per le crociere si innesterà su una parte di Calata Paita e avrà due accosti elettrificati di 393 e 339 metri. L’appalto assegnato ammonta a 47,9 milioni

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Il porto della Spezia si prepara ad avere un nuovo molo e una nuova stazione marittima per le crociere; mentre la città potrà godere di un nuovo waterfront, su uno spazio di 80mila quadrati, che lo scalo restituisce al Comune.

Nelle scorse settimane, è iniziata la fase esecutiva dei lavori per la costruzione del molo, a partire dalla bonifica bellica superficiale e profonda degli specchi acquei antistanti Calata Paita (su cui si innesta la banchina in fieri) nonché l’avvio del piano di monitoraggio ambientale e le relative attività correlate. Seguiranno le opere di consolidamento del fondale marino, per poi passare alle fasi realizzative della struttura di banchina, che consentirà l’approdo di navi da crociera di seconda generazione su due accosti elettrificati di 393 e 339 metri.

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L’importo del contratto di appalto, andato al raggruppamento di imprese costituito da Fincosit (capogruppo), Agnese costruzioni e Rcm, è di 47,9 milioni, oltre a 542mila euro per oneri di sicurezza non soggetti a ribasso. Il progetto ha un quadro economico di spesa di 57 milioni ed è cofinanziato dal fondo complementare del Pnrr per 30 milioni. La durata prevista dei lavori è stimata in 710 giorni, cioè un paio d’anni.

Secondo Mario Sommariva, presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mar Ligure orientale (La Spezia e Marina di Carrara), l’avvio del cantiere del nuovo molo crociere, «costituisce una tappa fondamentale nel percorso di sviluppo del settore crocieristico per il porto della Spezia e nella trasformazione urbanistica, in chiave turistico ricettiva, delle aree di Calata Paita che saranno interessate dal nuovo waterfront cittadino».

Quello del nuovo terminal per le unità da crociere, sottolinea Federica Montaresi, segretario generale dell’Adps spezzina, «è un progetto importante per il porto ma è anche di grande rilievo per quanto riguarda l’interazione tra porto e città; quindi nell’ottica del nuovo waterfront, che nascerà della restituzione, alla città, di tutta l’area di Calata Paita, di cui abbiamo inaugurato, lo scorso anno, i primi 5mila metri quadri tornati ai cittadini. Quello è stato un primo passo significativo, perché ha fatto capire che si può fare. E anche 5mila metri quadrati possono sembrare pochi, abbiamo dato il segnale che l’area in questione può davvero diventare uno spazio fruibile per la città. Con l’avvio del cantiere del nuovo molo, poi, si è aggiunto un ulteriore step, che fa capire dove andremo nel futuro, soprattutto per quanto riguarda tutto ciò che è interazione a porto-città e riqualificazione».

Una volta terminati i lavori per la costruzione del terminal, prosegue Montaresi, «verrà realizzata la nuova stazione marittima per le crociere; nel frattempo, come ho accennato, Calata Paita sarà oggetto del piano di sviluppo del nuovo waterfront della Spezia. Sono in corso interlocuzioni molto importanti con Regione Liguria e col Comune della Spezia per la ricerca di proponenti che mettano sul piatto un progetto di riqualificazione in grado di sposarsi con le grandi trasformazioni previste in quell’area, sia dal punto di vista del porto turistico, sia dal punto di vista della città. Siamo arrivati a un punto in cui non eravamo mai giunti prima; nel senso che c’è sicuramente una comune volontà d’intenti da parte di Regione, Autorità portuale e amministrazione comunale della Spezia e, soprattutto, una condivisione del progetto complessivo di sviluppo di tutta quell’area».

Riguardo ai tempi delle opere, Montaresi sottolinea che, per il nuovo molo, la data di consegna «è il 2026: rispetteremo i tempi dettati dal Pnrr». Mentre per il ritorno di Calata Paita alla città il cronoprogramma non è ancora definito. «Una parte della calata – dice Montaresi – diventerà un cantiere per la realizzazione del nuovo molo. Dopo ci sarà una restituzione graduale dell’area, anche a seconda di quel che succederà con il progetto del waterfront. Insomma, se c’è una proposta complessiva da parte di investitori o proponenti, verrà ovviamente valutata. Ma potrebbero anche essercene due. In ogni caso, si guarderà se i progetti rispondono ai requisiti previsti. Sulle diverse destinazioni d’uso del waterfront, la cui area è di circa 80mila metri quadrati, è stata, peraltro, approvata, ed è parte integrante del piano regolatore portuale, una normativa di dettaglio, in cui sono indicate le superfici da destinare a ciascuna delle funzioni individuate. Sono previste una parte dedicata al tempo libero e allo sport, una alberghiera, un auditorium, una parte di uffici e poi una residenziale; sono preventivate, insomma, varie funzioni».

Per quanto attiene, infine, alla stazione marittima, Montaresi chiarisce che sarà realizzata «in parte sul nuovo molo, in parte su Calata Paita. Per quanto riguarda quest’ultima, sono in corso degli approfondimenti, dal punto di vista progettuale e della sostenibilità. Del resto, per la stazione non ci è ancora stato presentato il progetto finale, da parte della società Scct (Spezia & Carrara cruise terminal», che fa capo a Msc Cruise, Costa Crociere e Royal Caribbean.

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