Nuovo sostegno dalla Regione Marche agli investimenti in due aree di crisi industriale complessa
Gli aiuti sono destinati al distretto calzaturiero del Fermano-Maceratese e del Piceno
di Daniela Casciola
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Si riapre la possibilità di realizzare investimenti produttivi con il sostegno dei contributi della legge 181/1989 nelle aree di crisi industriale complessa del distretto calzaturiero del Fermano-Maceratese e del Piceno.
Per completare gli investimenti previsti nei rispettivi accordi di programma, il ministero delle Imprese e del Made in Italy è in procinto di riaprire gli sportelli per consentire alle imprese di presentare progetti di investimento, con la gestione di Invitalia. Gli avvisi di apertura sono stati anticipati in due incontri avvenuti ad Ascoli Piceno e a Civitanova Marche.
Il distretto del fermano-maceratese ha attraversato una fase di crisi come molti altri distretti legati alla moda. É un sistema in fase di riorganizzazione che può contare su un alto livello di specializzazione di positiva considerazione sul mercato, attestata anche dall'entrata sul territorio di diversi gruppi industriali italiani e stranieri leader nel mondo della moda.
«Si tratta di risorse importanti per favorire la rigenerazione delle aree di crisi industriale complessa - afferma l'Assessore allo Sviluppo economico, Andrea Maria Antonini - una rigenerazione che deve necessariamente passare attraverso un modello di sviluppo innovativo, che sia anche sostenibile, incentivando la competitività delle imprese ivi localizzate attraverso investimenti produttivi, ma anche transizione digitale, formazione e innovazione organizzativa – continua l'Assessore Andrea Maria Antonini - permettendo così quel salto di qualità necessario per rafforzare la leadership del distretto e promuovendo il concetto stesso di comunità, con la sua articolazione in filiere produttive proiettate sempre di più verso i mercati internazionali».
Nella Valle del Chienti è presente una filiera pelle particolarmente integrata, che parte dalle concerie e si sviluppa nei vari prodotti della pelletteria e soprattutto nelle calzature. Naturalmente, la ripresa dell'area passa anche attraverso processi di diversificazione che possono creare sul territorio alcune alternative e nuove possibili traiettorie di sviluppo. L'accordo di programma relativo a quest'area ha previsto un intervento complessivo di 30 milioni di euro equamente suddivisi tra livello centrale e livello regionale.

