Obbligazioni: meglio i fondi o gli Etf? Ecco come scegliere
I fondi attivi sono più efficienti per bond rischiosi, mentre gli Etf sono da preferire per le strategie semplici
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I punti chiave
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L’investimento in obbligazioni può sembrare più facile di quello azionario e alla portata anche dei risparmiatori meno esperti. La scelta di uno strumento del risparmio gestito non è però da sottovalutare, soprattutto se si vuole diversificare l’investimento anche con una cifra ridotta e le obbligazioni da prediligere sono in realtà titoli complessi, magari in valuta o regolati da meccanismi sofisticati.
La scelta più naturale in questi casi ricade sui fondi comuni di investimento, gestiti da uno o più professionisti del mercato, o Exchange Traded Funds, cioè fondi detti passivi perché il portafoglio è uguale a quello di un indice che include i titoli di un determinato mercato o di un settore o di una determinata nicchia.
Il gestore deve fare la differenza
In genere, in fondi comuni attivi sono più costosi, proprio perché - sulla carta - hanno una gestione personale e dinamica, mentre gli Etf hanno una gestione automatizzata, anche se adesso ci sono Etf ibridi, gestiti in modo attivo o parzialmente attivo.
«I fondi comuni - spiega Andrea Zanella - andrebbero utilizzati per il reddito fisso solo quando un gestore, visto l’elevatissimo costo di questi strumenti, può fare davvero la differenza. Per esempio, quando si investe in titoli di Stato dei Paesi di frontiera, o sulle obbligazioni subordinate bancarie e su poco altro. In tutti gli altri casi, gli Etf sono decisamente più efficienti».
In aggiunta, nel caso specifico delle obbligazioni governative, le analisi aiutano a capire quale strumento scegliere, anche all’interno dello stesso tipo di prodotto.


