Oleoturismo sempre più protagonista nelle Marche, la giunta regionale presenta la proposta di legge
Antonini: ci muoviamo nel solco della programmazione integrata tra i settori dell'agricoltura, del turismo e del commercio, per promuovere, attraverso il turismo dell'olio, sia le produzioni di eccellenza sia i luoghi dove quelle produzioni si originano
di Daniela Casciola
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Fornire agli operatori del settore olivicolo uno strumento legislativo innovativo che consenta loro di implementare un'attività dalle tante sfaccettature rappresentate dalla valorizzazione dei territori, delle produzioni, di un sistema di accoglienza che coniuga la cultura dell'olio con la sua area di produzione e con l'ulteriore obiettivo di incremento dei redditi delle aziende produttrici. Con questo obiettivo, nella seduta del 27 febbraio con atto n. 206, la giunta delle Marche ha approvato una proposta di legge sull'esercizio dell'attività oleoturistica nella Regione che ora sarà inviata all'assemblea legislativa per il suo esame.
«Abbiamo adottato la procedura straordinaria – spiega l'assessore regionale all'Agricoltura, Andrea Maria Antonini – perché si è ritenuto necessario fornire uno strumento legislativo innovativo nel più breve tempo possibile agli operatori del settore olivicolo, in modo tale da agevolare l'implementazione di nuove attività strettamente legate al territorio regionale per promuovere, attraverso il turismo dell'olio, quale fenomeno culturale ed economico, sia le produzioni di eccellenza sia i luoghi dove quelle produzioni si originano».
«La Marche - continua Antonini - hanno un settore produttivo olivicolo rappresentativo del territorio di produzione cosicché una misura come l'oleoturismo è in grado di amplificare notevolmente le caratteristiche di eccellenza dei prodotti, della cultura dei produttori e dei territori di origine, coniugati con la propria tradizione e la propria storia».
La proposta di legge si prefigge di rendere il settore olivicolo sempre più protagonista muovendosi nel solco della programmazione integrata tra i settori dell'agricoltura, del turismo e del commercio.
«Lo sviluppo locale integrato - ribadisce Antonini - passa attraverso un adeguato sostegno dell'immagine complessiva del territorio regionale, utilizzando azioni di comunicazione e valorizzazione che riguardino anche e soprattutto il settore dell'enogastronomia che sempre più riscuote un grande interesse da parte dei turisti particolarmente interessati a tutto l'universo che ruota intorno al cibo, dalle produzioni alle trasformazioni di eccellenza».

