Olio, in Spagna la produzione sale del 35% a quota 1,6 milioni di tonnellate

L’annata di carica nel principale produttore europeo si aggiunge alle giacenze extra della scorsa campagna e rischia di mettere ulteriore pressione sui prezzi

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Si configura un rischio di ulteriore pressione sui prezzi, ma anche un’opportunità di recupero dei volumi e delle quote di mercato per gli oli di oliva spagnoli. A orientare le aspettative è la previsione di una produzione extra large del ministero dell’Agricoltura di Madrid (Mapa), rilasciata nei giorni scorsi.

Basandosi sulle prime valutazioni ufficiali l’output di oli di oliva di pressione dovrebbe superare del 35% la media delle ultime sei campagne. Si aggiunge un possibile stock iniziale dell’ordine di 350-375mila tonnellate che sposta il baricentro del mercato in area ribassista, con il prezzo spot dell’extravergine già sceso in Spagna attorno a 3,35 euro al chilo, franco frantoio.

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Per l’intera filiera europea, Italia compresa, la previsione di una produzione di 1,6 milioni di tonnellate di olio spagnolo nella campagna 2026-27 avrà implicazioni che legittimano, nel sentiment generale, il clima di apprensione che serpeggia tra gli operatori.Se la stima verrà confermata, la Spagna realizzerebbe la produzione più abbondante dal 2018-19, con una crescita del 23% su base annua, lasciandosi definitivamente alle spalle la fase di eccezionale scarsità del 2022-24 dovuta alla grave siccità che aveva colpito per due anni il Paese.

La sequenza delle ultime campagne evidenzia la portata del cambiamento. Dopo 1,39 milioni di tonnellate del 2020-21 e 1,49 milioni della stagione successiva, la produzione spagnola era precipitata a meno di 700mila tonnellate nel 2022-23 e a circa 855mila nei seguenti dodici mesi.Nel 2024-25 si era avuta la prima normalizzazione, con circa 1,42 milioni di tonnellate, seguita da un’annata altrettanto capiente, con 1,3 milioni nel 2025-26.

Nel dettaglio geografico, le previsioni Mapa per la nuova campagna anticipano una produzione di olio particolarmente generosa in Andalusia (+30% circa anno su anno), regione che concentra quasi il 79% dell’intero output spagnola. Con la sola provincia di Jaén proiettata a 575mila tonnellate, il 48% in più rispetto all’anno precedente. Le proiezioni ministeriali scontano quest’anno un quadro meteorologico complessivamente favorevole, con temperature relativamente miti in primavera e precipitazioni abbondanti nelle principali aree olivicole del Paese.

Si tratta, in ogni caso, di valutazioni preliminari, osservano gli esperti, nel rilevare che l’effettiva resa in olio, oltre alle condizioni climatiche autunnali e all’andamento della raccolta, potranno significativamente influire sul risultato finale.

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