Omicidio Caruana Galizia, in carcere anche l’ex capo di gabinetto del premier
Trema il governo di Malta. Keith Schembri, ex capo di gabinetto del premier Joseph Muscat, è in stato di fermo dopo un interrogatorio nella sede della polizia. Fermato anche il medico personale dell’imprenditore Yorgen Fenech, sospettato di essere il mandante dell’assassinio della giornalista. Si è dimesso anche il ministro del turismo mentre quello dell’Economia si è autospeso
di Angelo Mincuzzi
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Sono le ore più turbolente della storia politica di Malta. Il governo del primo ministro Joseph Muscat traballa dopo l'accelerazione delle indagini sull'omidicio della giornalista Daphne Caruana Galizia, assassinata nell'ottobre 2017 con un'autobomba. Martedì 26 novembre si sono dimessi il capo dello staff del premier, Keith Schembri, e il ministro del Turismo, Konrad Mizzi, mentre il ministro dell'Economia, Chris Cardona, ha deciso di autosospendersi.
Schembri è in arresto e ha trascorso martedì sera in custodia nella sede della polizia. Gli investigatori hanno anche arrestato Adrian Vella, il dottore personale di Yorgen Fenech, l'imprenditore sospettato di essere il mandante dell'attentato a Daphne Caruana Galizia, a sua volta fermato mentre tentava la fuga.
L'accelerazione delle indagini
Gli sviluppi nelle indagini sull'omicidio della giornalista maltese arrivano all'improvviso giovedì 14 novembre, quando la polizia di Malta arresta il tassista Melvin Theuma e altre otto persone in un'operazione condotta insieme all'Europol.
L'obiettivo degli investigatori è proprio Theuma, il cui nome è stato fatto da uno degli esecutori materiali dell'attentato finiti in carcere e sotto processo. È lui che gli investigatori vogliono incastrare, l'uomo che potrebbe portarli al mandante o ai mandanti dell'assassinio.
La confessione
E infatti Theuma decide di parlare. «So chi è il mandante della bomba che ha ucciso Daphne Caruana», racconta agli investigatori. Spiega di essere stato l'intermediario tra chi aveva deciso che Daphne doveva morire e i tre autori materiali arrestati già due mesi dopo l'assassinio (Vincent Muscat e i fratelli Alfred e George Degiorgio).


