Il delitto il 13 agosto 2007

Omicidio di Garlasco: Garofano, Sempio? Riaprire casi chiusi è un esercizio narcisistico

Alberto Stasi, fidanzato di Chiara Poggi, è stato condannato in via definitiva a 16 anni di reclusione. Ecco perché il caso è stato riaperto

di Redazione Roma

Delitto Garlasco, la legale di Sempio: "Collaboreremo, non abbiamo nulla da temere"

4' min read

4' min read

«Ero consulente per Sempio già nella prima indagine su di lui. Dissi allora quello che ripeto oggi: le tracce di Dna trovate sotto le unghie della povera Chiara non erano idonee per un’identificazione personale. Siccome le tracce sono sempre quelle, per quanto mi riguarda non è cambiato niente: come non erano idonee nel 2016 non sono idonee nel 2025».

Lo ha dichiarato l’ex comandante del Ris di Parma Luciano Garofano, consulente in pectore della difesa di Andrea Sempio, nel caso Garlasco, in una intervista a Repubblica. Chiara Poggi, una giovane di 26 anni laureata in econonia fu uccisa a Garlasco, in provincia di Pavia, il 13 agosto 2007. Chiara fu uccisa con un oggetto contundente mai ritrovato, nella villetta in cui viveva con la famiglia. Gli inquirenti hanno sempre ritenuto che conosceva l’assassino. Infatti gli aveva aperto la porta di casa in pigiama e in maniera spontanea, visto che non furono rilevati segni di effrazione all’interno dell’abitazione. Chiara era sola in casa, mentre i genitori e il fratello erano in vacanza.

Loading...

La responsabilità di Sempio era stata “categoricamente” esclusa nel 2017

La comparazione del Dna di Andrea Sempio, ritornato sotto i riflettori della Procura di Pavia per l’omicidio di Chiara Poggi, dovrà essere effettuata non solo con «il profilo genetico estratto dal materiale biologico rinvenuto sotto le unghie» della giovane uccisa a Garlasco il 13 agosto 2007, ma anche con «le ulteriori tracce di natura biologica rinvenute sulla scena del crimine», ha scritto il gip di Pavia Daniela Garlaschelli nel provvedimento con cui ha disposto la convocazione per il prelievo coattivo della saliva e dei capelli del 37enne, la cui posizione era già stata archiviata nel 2017 in quanto era stata esclusa “categoricamente” qualsiasi sua responsabilità.

Il Dna era pochissimo e degradato

Il Dna, spiega l’ex comandante del Ris di Parma, «era pochissimo, e talmente degradato che non era possibile fare alcuna considerazione né in tema di identità né in tema di esclusione. È vero, oggi esistono nuove tecnologie, ci può magari essere un’interpretazione più precisa, ma le tracce sono e rimangono tali. È un profilo parziale e incompleto».

Delitto di Garlasco, le tappe della vicenda

La riapertura rischia di essere un esercizio narcisistico

Sulla decisione della Procura di indagare di nuovo Sempio «sono perplesso», sottolinea l’ex comandante del Ris. Il ragazzo era «amico di Marco Poggi, frequentava assiduamente quella casa: sono sicuro che se oggi analizzassimo degli oggetti di casa troveremmo il Dna di Sempio e anche quello di Chiara. Un Dna da oggetti toccati. Se ci sono reperti che non sono mai stati analizzati è giusto e doveroso farlo. Ma se i reperti sono sempre gli stessi, non ci sono nuove tecnologie che tengano». In generale «un caso lo riapri se ci sono novità sul piano scientifico o se ci sono nuove testimonianze. Altrimenti rischia di essere un esercizio narcisistico. Da qualche anno c’è una corsa a riaprire casi dopo sentenze definitive».+ Perché Sempio si era rifiutato di farsi prelevare la saliva? «Credo sia stata una reazione istintiva, per la serie: ma cosa volete ancora da me? Non credo al rifiuto per sottrarsi alla giustizia, sarebbe stato stupido». Adesso «la cosa antipatica è che mediaticamente è come se Sempio fosse già colpevole e Stasi in procinto di uscire dal carcere».

Perché il caso è stato riaperto

Sono le impronte di Andrea Sempio, amico del fratello di Chiara Poggi, trovate sulla tastiera del computer di casa Poggi, a costargli l’indagine per l’omicidio della ventiseienne uccisa a Garlasco il 13 agosto 2007. Se da più di una settimana l’amico era in vacanza e lui non frequentava la villetta perché - è la domanda dei carabinieri sostenuta dalla pm di Pavia Valentina De Stefano - il suo Dna sarebbe sotto le unghie della vittima? Dando per scontato che il Dna sia comparabile - come ritiene il consulente Carlo Previderé che ha utilizzato un moderno software tedesco - la risposta la fornisce la scienza e la ricorda, in parte, anche la Procura di Pavia nella prima archiviazione a Sempio di otto anni fa. Chiara Poggi lavora a quel computer e lavarsi le mani non la protegge dal ’catturare’ nuovamente quel Dna toccando una tastiera che non è né pulita con candeggina, né con altri detergenti capaci di cancellare una molecola che resiste anche alla storia, come dimostra l’archeologia.

Come si trasferisce la traccia genetica

Di più, frequentando quella casa, Sempio potrebbe aver toccato altri oggetti presenti nella villetta e quindi Chiara, toccandoli a sua volta, avrebbe ’catturato’ per trasferimento quella traccia genetica. Se il materiale sotto le unghie di Chiara è stato interamente utilizzato durante il processo al fidanzato Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni di carcere, la comparazione - l’accertamento sarà con la formula dell’accertamento irripetibile alla presenza dei consulenti della famiglia della vittima, parte offesa - potrebbe avvenire a partire dalle fascette dei rilievi dattiloscopici (che potrebbero aver conservato la traccia genetica) eseguiti nell’appartamento e sul dispenser portasapone dove - sancisce la Cassazione - si lava l’assassino.

Le tracce papillari non sono databili

Ma c’è un altro problema, davvero difficile da superare. “Le tracce papillari, al pari del Dna, non sono databili. È impossibile sapere se quella traccia sia stata deposta il giorno del delitto o nei giorni precedenti». ricorda la Procura di Pavia nella prima archiviazione e sul punto gli esperti di genetica convergono. Le tracce papillari si riferiscono ai rilievi cutanei (creste e solchi) presenti non solo sui polpastrelli, ma anche su palmi delle mani, piante dei piedi e labbra. Sono un elemento anatomico costante e unico per ogni individuo.

Molti reperti non sono più a disposizione

In più, a quasi 18 anni dal delitto, con una sentenza passato in giudicato, come avviene in tutti i casi che per la giustizia hanno un colpevole, non tutti i reperti sono più a disposizione. Alcuni oggetti sono stati restituiti alla famiglia della vittima, altri risultano distrutti come il pigiama che Chiara Poggi indossava quando è stata uccisa.

Nel 2027 i pm scrissero che le intercettazioni avevano dimostrato l’estraneità di Sempio

Insomma la nuova indagine si preannuncia in salita. I pm otto anni fa hanno messo sotto intercettazione i telefoni e le cimici nell’auto della famiglia Sempio. Quelle “conversazioni”, scrissero i pm Mario Venditti e Giulia Pezzino nel 2017, «hanno dimostrato», però, la «totale estraneità dell’indagato ai fatti» e la «genuinità delle sue dichiarazioni e di quelle dei genitori».

Delitto Garlasco, legali Stasi: "Valuteremo istanza di revisione dopo indagini"

Il fidanzato Alberto Stasi condannato a 16 anni di reclusione

Mell’omicidio di Chiara Poggi c’è già un colpevole. Il 12 dicembre 2015 la Cassazione ha riconosciuto definitivamente come unico colpevole del delitto il fidanzato della vittima Alberto Stasi. Le varie richieste di revisione del processo da parte di Stasi, condannato a 16 anni di reclusione, sono state sempre rigettate.

Copyright reserved ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti