Openjobmetis, la sfida sui ricavi passa per i lavori specializzati
Il gruppo, contro il calo del settore e di fatturato, punta su attività specifiche quali l’assistenza domiciliare. La società, dopo l’acquisizione del portale «jobmetoo», vuole cogliere eventuali opportunità nell’M&A
di Vittorio Carlini
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La specializzazione. È tra i fil rouge presenti nella strategia di Openjobmetis. Un minimo comune denominatore a sostegno della crescita che, direttamente o indirettamente, si riscontra in diverse attività della società. Un esempio? Lo offre la recente acquisizione della piattaforma online “jobmetoo.com”, specializzata nella ricerca e selezione di personale con disabilità. In Italia, nonostante esista una legge che richiede l’assunzione di persone disabili alle aziende con più di 15 dipendenti, il tasso di disoccupazione in questa categoria protetta è intorno all’80%. Si tratta, quindi, di un’area specifica dove le opportunità di crescita non mancano.
Assistenza a domicilioMa non è solo “jobmetoo.com”. Il fil rouge della specializzazione lo si ritrova nello stesso focus sull’assistenza domiciliare. Openjobmetis, come anticipato nella precedente “Lettera al risparmiatore” sulla società, ha creato una newco ad hoc, denominata “Family care”, dove sono concentrate tutte le attività relative all’assistenza di persone anziane o non autosufficienti. Ad oggi la controllata (al 100%) ha 13 filiali che nel 2020 dovrebbe arrivare a 17. L’obiettivo, nel quinquennio, è l’apertura di circa 25 unità. Ciò detto, la finalità primaria è accrescere la quota di mercato. In un seconda tempo, poi, il gruppo punta ad incrementare i servizi offerti: dall’alimentazione dedicata fino all’ossigenazione assistita. In generale la volontà è arrivare, in cinque anni, a generare con l’assistenza domiciliare un giro d’affari intorno ai 100 milioni. Insomma: la specializzazione, di nuovo, è la leva per aumentare i ricavi.
Operazioni straordinarie La strategia, a ben vedere, passa per l’appunto anche attraverso l’M&A. Una crescita per linee esterne che, però, ha un approccio più globale. I potenziali target nel radar di Openjobmetis riguardano, infatti, due aree. La prima, come nel caso di “jobmetoo”, è legata al mondo delle specializzazioni. Imprese che, peraltro, sono spesso connotate da tecnologie (ad esempio piattaforme digitali) in grado di agevolare lo sviluppo del business. La seconda, invece, è quella del tradizionale canale generalista delle filiali fisiche. Si tratta di un settore, va ricordato, molto frammentato. Il che dovrebbe presupporre l’esistenza di diverse opportunità d’acquisto. Sennonché i prezzi di mercato sono elevati. Di conseguenza per Openjometis, che considera il multiplo di 5-6 volte l’Enterprise value sull’Ebitda un valore limite (da superare solo in casi specifici), lo shopping non è così scontato.
Le attivitàFin qui alcune considerazioni sulle strategie di Openjobmetis. Il risparmiatore, però, domanda: qual è la dinamica delle specifiche componenti del business aziendale? Per rispondere al quesito è utile ricordare l’oggetto sociale del gruppo. La società è attiva nella somministrazione di lavoro e nei cosiddetti altri servizi. A quest’ultima area possono ricondursi diverse attività: dalla ricerca e selezione del personale alla sua formazione fino all’outplacement (ricollocazione professionale per chi è in uscita da una società). La somministrazione di lavoro, business principale di Openjobmetis, è invece un’attività che può descriversi nel seguente modo: il lavoratore conclude un contratto di lavoro subordinato con il somministratore (Openjobmetis); il somministratore, a sua volta, stipula un’intesa con l’azienda/cliente che ha ad oggetto la missione del lavoratore. Il rapporto di lavoro è instaurato tra il lavoratore e Openjobmetis (obbligata alla retribuzione del lavoratore). L’azienda/cliente, invece, deve pagare un corrispettivo al somministratore.
Il calo nella somministrazioneEbbene, al 30/9/2019, proprio i ricavi della somministrazione sono stati di 409,252 milioni, in calo del 6,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Si tratta di un andamento che, oltre ad avere determinato la discesa del fatturato complessivo, fa storcere il naso al risparmiatore il quale teme possa sussistere un problema più strutturale. La società, rigettando la preoccupazione, professa fiducia. Dapprima il gruppo sottolinea che il trend è l’effetto di una causa non legata ad esso, bensì consegue alla flessione del mercato di riferimento. Di là da ciò Openjobmetis, da una parte, ricorda che la contrazione dei ricavi nel terzo trimestre è stata contenuta ed inferiore a quella dei competitor; e, dall’altra, che nell’ultimo “quarter” del 2019 il fatturato da somministrazione si è posizionato sui livelli precedenti al “Decreto dignità “ che ha impattato non poco il comparto. Non solo. L’azienda in primis afferma che il settore di riferimento, nello scorso gennaio, è tornato positivo. E, poi, ricorda che a livello di gruppo il rapporto tra il primo margine di contribuzione e il fatturato è salito, a fine settembre scorso, al 12,9% (era al 12,5% un anno prima).




