Occupazione

Operai specializzati e professioni sanitarie, il lavoro che cerca il Piemonte

Quasi centomila posti di lavoro attesi nei primi tre mesi del 2024. Ma le aziende faticano a trovare i profili richiesti

di Anna Migliorati

(spotmatikphoto - stock.adobe.com)

3' min read

I punti chiave

  • I numeri di posti di lavoro attesi
  • Medici e chimici i più ricercati tra i laureati

3' min read

(Il Sole 24 Ore Radiocor)- Non solo crisi, il lavoro c’è, i talenti meno. O, almeno, non quelli di cui l’economia piemontese avrebbe bisogno. Visto che sono quasi centomila, per l’esattezza 95.940, i posti di lavoro in arrivo solo nei primi tre mesi del 2024, da inizio anno a marzo, oltre 4mila in più rispetto all’anno scorso.
Numeri che spiccano anche nel panorama nazionale: in Piemonte, solo a gennaio, sono attese oltre due assunzioni su dieci delle 174.500 assunzioni previste nel Nord Ovest e il 7,6% del totale di quelle nazionali, 508mila circa. A stimarlo Il censimento del Bollettino del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Anpal, con un altro dato incoraggiante, visto che a crescere saranno i contratti a tempo indeterminato.
Ma, c’è un ma. Se i posti di lavoro ci sono, non c’è chi possa occuparli. Niente a che fare con una generazione che non vuole impegnarsi, o bamboccioni evocati anni addietro. A mancare sono le professionalità.

Sei aziende su dieci cercano diplomati

Le aziende cercano laureati in due casi su dieci, tre diplomati e altrettanti diplomi professionali. Per cosa? Sono sempre i servizi a formare la fetta più consistente della domanda di lavoro con 61.150 posti in arrivo, il 63,7% del totale, con i servizi alle persone primo settore, seguito da commercio e ristorazione.
L’industria prevede 34.790 assunzioni, il 36,3% della domanda, un migliaio in più rispetto ai primi mesi del 2023, nonostante le crisi aziendali. A trainare, in questo caso, meccatronica ed edile. E in un caso su tre le aziende preferirebbero giovani, con meno di 30 anni.Eppure, per un posto di lavoro su due le aziende dicono non trovare i giusti candidati.
In trend che prosegue ormai da tempo e, anche per il 2024, il dato piemontese risulta più elevato rispetto a quello medio nazionale. Come mai? Tra i laureati scarseggiano medici e odontoiatri, difficili da trovare in otto casi su dieci, o specializzati in chimica-farmaceutica, anche qui introvabili per oltre sette posti disponibili su dieci.
Ma tra le professioni più difficili da reperire in Piemonte ci sono anche gli operai specializzati: le imprese lamentano pochi candidati con istruzione tecnica superiore (ITS, 74,2%). Così come mancano diplomati in indirizzi socio-sanitario (70,9%) e l’immancabile turismo, dal barista al cameriere, ma non solo (63,7%).
Un quadro che appare in linea, per altro, con il tessuto imprenditoriale piemontese, rilevato sempre da Unioncamere, con i comparti di servizi e costruzioni che registrano le performance migliori nel 2023, mettendo a segno uno sviluppo di imprese dell’1,38% e 1,28%. Dopo la contrazione registrata nel 2022, torna a registrare una dinamica positiva anche il settore del turismo (+0,15%).
Un dato regionale che ha facce diverse. Resiste anche nel 2023, come nell’anno precedente, il tessuto imprenditoriale a Torino (+0,45%) e Novara (+0,39%), mentre vede spuntare il segno meno nella provincia di Asti (-0,61%), che nel 2022 aveva tenuto. La dinamica peggiore viene registrata da Biella (-1,08%), la contrazione subita dal tessuto imprenditoriale della provincia di Vercelli è dello 0,50%, mentre appare più contenuta per Alessandria (-0,15%), Cuneo (-0,10%) e il Verbano C.O. (-0,10%).

Loading...

La sfida è nella formazione

Ma laddove il lavoro c'è, a mancare sono i lavoratori. «In Piemonte stiamo, purtroppo, riscontrando una difficoltà di reperimento di figure professionali maggiore rispetto al dato nazionale. Alcuni settori, come quello sanitario, chimico o farmaceutico, sembrano essere particolarmente in sofferenza così come gli indirizzi universitari legati al mondo Stem. Difficoltà anche nel reperimento di candidati che provengono dagli Its: un gap, quest'ultimo, su cui le Camere di commercio stanno lavorando proprio con l'obiettivo di colmare questo mismatch professionale, favorendo un miglior passaggio dal mondo scolastico a quello professionale» commenta Gian Paolo Coscia, Presidente Unioncamere Piemonte.

«Il tema del mismatch è una priorità di questo assessorato sin dal giorno dell’insediamento: stiamo lavorando per ridurre il più possibile il disallineamento tra scuola e mondo del lavoro» rilancia anche Elena Chiorino, assessore all’Istruzione, Lavoro e Merito della Regione Piemonte. La vera sfida sembra essere quella di far incontrare domanda e offerta. E, ancor prima, formare le giuste professionalità. Il bivio è la scuola, dagli istituti superiori all’università. E in giorni di scelte scolastiche il futuro nel mondo del lavoro non è un tema da sottovalutare.
«Le Academy che abbiamo avviato e quelle che nasceranno nel 2024 rispondono proprio all’esigenza di abbattere il gap tra domanda e offerta, al fine di favorire l’occupazione. Il dialogo con il tessuto imprenditoriale è fondamentale per favorire la competitività delle imprese e per accrescere le competenze dei lavoratori: i risultati conseguiti dalle prime Academy, con un’occupazione post corso pari al 90%, ci lasciano ottimisti per il futuro. Crediamo che la formazione sia una leva strategica su cui investire con convinzione», ha concluso Chiorino.


Copyright reserved ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti