La parola al gestore: Invesco

«Ora Rolls Royce è un titolo da seguire con attenzione»

«L’azienda beneficia del piano di ristrutturazione e dell’esposizione al settore della difesa europea»

Tom Moore responsabile fixed income di Invesco

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Interessanti le banche, meno i ciclici, mentre non è previsto un investimento diretto sulle materie prime. Ecco a grandi linee la posizione di Thomas Moore, co responsabile fixed income di Invesco

Oggi è difficile trovare una direzione ai mercati. Lei che idea si è fatto?

Il tema di mercato dominante del momento è la trasformazione del sentiment degli investitori tra gli Usa e l’Europa. Negli Stati Uniti, la minaccia dei dazi e i forti tagli alla spesa pubblica e all’occupazione pubblica hanno colpito la fiducia delle imprese e dei consumatori. Le azioni americane sono in calo e i rendimenti dei Treasury sono diminuiti. Al contrario, in Europa, le azioni sono aumentate e i rendimenti obbligazionari sono saliti in reazione alla notizia che il nuovo Cancelliere tedesco Merz prevede di scatenare un’ondata di spesa, sia per le infrastrutture che per la difesa, insieme al piano dell’Ue di escludere la spesa per la difesa più ampia degli Stati membri dell’Ue dalle regole del patto di stabilità. Questo è molto positivo per le prospettive di crescita dell’Europa.

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IL TITOLO IN BORSA

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Su chi impatterà di più la politica commerciale americana?

I dazi agiscono come una tassa sul consumatore nel Paese in cui vengono imposti. Causano ritorsioni, aumenti dei prezzi e disturbano le catene di approvvigionamento globali. I dazi riducono la concorrenza internazionale e danneggeranno la crescita. L’Ocse stima che la crescita globale si ridurrà quasi della metà, passando dal 2,8% nel 2024 all’1,6% nel 2026. Poiché i dazi aumentano i prezzi, le banche centrali potrebbero avere meno margine di manovra per rispondere al calo della crescita.

Come avete modificato la vostra politica di investimento a patto che lo abbiate fatto?

Il fondo che gestisco ha un’allocazione su azioni globali diversificate che può variare tra il 35% e il 65% e il resto è investito in reddito fisso. La componente obbligazionaria è ampiamente diversificata per valuta e tipo di titolo. Il fondo detiene obbligazioni governative, debito societario e titoli dei mercati emergenti. Nonostante la natura stabile dell’allocazione degli asset, i gestori regolano costantemente il portafoglio. Abbiamo aumentato la durata del fondo dato l’aumento dei rendimenti dei Treasury statunitensi dopo la vittoria elettorale di Trump. Con le prospettive di crescita ora meno ottimistiche, i rendimenti dei Treasury statunitensi sono diminuiti e abbiamo realizzato alcuni profitti. Alla fine dello scorso anno abbiamo aumentato la nostra esposizione alle azioni asiatiche, portando la componente azionaria al 45%, dove è rimasta da allora, sebbene gran parte di essa sia stata coperta utilizzando derivati. Con il calo delle azioni statunitensi, abbiamo nuovamente realizzato profitti su quella protezione.

I COMPARABLES

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Ci sono dei settori sui quali avete un’esposizione maggiore?

Il bancario. Detieniamo debito senior, debito junior e azioni delle banche, a seconda della società in questione. La solidità dei bilanci delle banche è migliorata notevolmente nell’ultimo decennio, con molte banche che ora detengono abbondante capitale e una buona qualità complessiva degli asset. Ora che hanno ricostituito i loro buffer di capitale e con le curve dei rendimenti inclinate positivamente, molte banche stanno godendo di un periodo di redditività sostenuta. Inoltre emettono obbligazioni subordinate che offrono cedole relativamente attraenti, un tipo di titolo particolarmente utile per un fondo di reddito.

Quali sono invece i comparti che hanno valutazioni troppo elevate?

Nei mercati delle obbligazioni societarie, in particolare nel segmento investment grade, la differenza negli spread tra i vari settori è piuttosto modesta. La qualità media del credito tra gli emittenti è buona e, sebbene le prospettive economiche siano incerte, non sembra probabile una recessione profonda, nemmeno in Europa. Tuttavia, stiamo evitando i settori più ciclici, dove qualsiasi deterioramento del sentiment di rischio sarebbe avvertito più intensamente. Per quanto riguarda le azioni, eravamo sottopesati nelle “Magnifiche 7” azioni tecnologiche statunitensi a causa di preoccupazioni sulle valutazioni. Se i recenti cali nei loro prezzi delle azioni continueranno, rivaluteremo queste società.

IL CONFRONTO

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Che posizione avete sulle materie prime?

Non investiamo direttamente in materie prime e abbiamo solo piccole esposizioni a società del settore delle materie prime, principalmente società petrolifere e del gas. All’interno del settore energetico, investiamo su titoli junior delle principali compagnie petrolifere e obbligazioni di società di esplorazione e servizi petroliferi e del gas. Il fondo che gestisco possiede solo una società del settore energetico nella componente azionaria.

Quali sono le aziende più attraenti?

Rolls Royce progetta, costruisce e manutiene motori a reazione. Sta raccogliendo i benefici di un piano di ristrutturazione e di un orientamento verso le azioni della difesa europea. 3i è una società di private equity che possiede un rivenditore a basso costo in rapida crescita e molto redditizio. Banche europee come UniCredit e Bnp, che beneficiano di bilanci solidi, modelli di business diversificati, curve dei rendimenti elevate e positive e del potenziale di crescita e deregolamentazione in Europa. Microsoft che è un’azienda redditizia e generatrice di liquidità che trarrà vantaggio dal business del cloud, che facilita l’adozione dell’Ia.

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