Pace Gallery e Chanel sbarcano a Berlino
La galleria americana apre uno spazio con Galerie Judin in un ex-benzinaio e il marchio del lusso inaugura un progetto all’Hamburger Bahnhof
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Berlino è considerata uno dei maggiori centri di produzione dell’arte del presente, con circa 8-10mila artisti residenti in città. Ma non è mai stata un centro del mercato dell’arte, per cui stupisce la notizia della prossima apertura di uno spazio espositivo da parte dell’americana Pace Gallery, una delle più potenti gallerie al mondo, attiva nella fascia alta del mercato.
Già nel 2023 Pace si è stabilita a Berlino con un ufficio, diretto da Laura Attanasio (non è italiana, nonostante il nome, ma le sue origini sì). Adesso, l’apertura di uno spazio per mostre rappresenta una conferma dell’interesse nei confronti del sistema e del mercato europeo. “Certamente l’Iva ridotta sull’arte introdotta in Germania rappresenta una motivazione per le gallerie extra-europee” ha commentato Attanasio. “Ma non c’è solo quello. Berlino è una città creativa. Dopo il covid c’è stato un calo dei visitatori, ma ora stanno tornando, anche più numerosi. Anche relativamente ai tagli al settore culturale, credo che le gallerie private possano giocare un ruolo importante. E, poi, non dimentichiamoci che la Germania rappresenta ancora la più forte economia in Europa.”
Un nuovo modello di collaborazione
Anche la gestione del nuovo spazio, che aprirà in occasione del Berlin Gallery Weekend (2-4 maggio), rappresenta una novità. Sarà in condivisione con la galleria svizzera Judin, nata a Zurigo nel 2003, ma a Berlino dal 2008: uno spazio già noto al pubblico dell’arte poiché negli ultimi due anni è stata la sede di Das Kleine Grosz Museum, un’istituzione dedicata all’opera dell’artista moderno tedesco George Grosz, e precedentemente è stato residenza dello stesso gallerista Juerg Judin, che l’ha fatto ristrutturare nel 2005 dopo che era stato costruito nel 1954 e abbandonato nel 1986.
La prima mostra del nuovo corso sarà un’iniziativa condivisa delle due gallerie, ma ancora non sono stati rivelati i dettagli e gli artisti che vi parteciperanno. Le mostre successive, invece, vedranno l’alternanza delle due gallerie. Ciascuna, inoltre, manterrà un ufficio all’interno della struttura, mentre verrà inaugurata una libreria e caffetteria gestita dalla casa editrice del quotidiano Die Zeit. L’idea è quella di creare uno spazio sociale, aperto gratuitamente sei giorni su sette.
Le due gallerie
Pace arriva così a contare spazi in otto città a livello globale, di cui due gallerie a New York, dove Arne Glimcher, fondatore della galleria a Boston nel 1960, ha aperto nel lontano 1963; una a Los Angeles, dove ha sostenuto sin dai primi anni il movimento Light and Space e ha aperto una sede nel 2022; tre in Europa tra Londra, Ginevra e ora Berlino; e tre in Asia, dove è attiva da tempo, prima a Pechino (dal 2008 al 2019), ora a Hong Kong, Seoul e dall’anno scorso a Tokyo.


