Finanza

Panetta sul risiko bancario: «Banca d’Italia non commenta come in un talk»

A margine di Assiom-Forex, le dichiarazioni dei vertici delle società coinvolte - Maione su Mps-Mediobanca: «Grande e bella operazione con valenza industriale», l’ad di Bper su Banca popolare di Sondrio: «Lo sconto oggi sul mercato è bassissimo»

Fabio Panetta, governatore Banca d'Italia

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La giornata centrale del 31esimo congresso di Assiom Forex a Torino registra umori, fughe in avanti e alcuni distinguo sui grandi dossier bancari e assicurativi in campo nelle ultime settimane, con una precisazione sul tema del Governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta che nel suo discorso precisa: «la Banca d’Italia non interviene sulle operazioni in corso come fosse in un talk show».

Il ragionamento di Panetta parte da una valutazione generale della fase che sta attraversando il sistema bancario e assicurativo italiano. «Le operazioni bancarie di fusioni annunciate «ridurrebbero il divario dimensionale tra i principali istituti di credito italiani e i concorrenti europei» dice il Governatore, e sono «favorite in primo luogo dall’abbondanza di capitale». A chi sollecita l’intervento della Banca centrale sui diversi dossier, però, Panetta risponde: «Non ce ne siamo dimenticati, ma è ingenuo pensare che si possa intervenire con valutazioni estemporanee». Si tratta di operazioni molto complesse che coinvolgono migliaia di operatori, clienti, e che richiedono una valutazione delle normative internazionali. «Serve una attenta analisi» chiarisce il Governatore.

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In campo ci sono il mercato e gli azionisti, decideranno loro. A questo si aggiunga il fatto per alcune ops lanciate in Italia, spiega Panetta, manchino ancora alcuni documenti per valutarle. La Vigilanza, la Banca centrale, ribadisce, non funzionano così. «Parleremo di queste operazioni attraverso le analisi e le decisioni che verranno effettuate a tempo debito, in accordo con tutte le altre autorità interessate».

In un virtuale giro di tavolo rappresentato alle dichiarazioni a margine durante i lavori di Assiom Forex, sull’offerta pubblica di scambio di Mps su Mediobanca interviene a caldo il presidente di Rocca Salimbeni, Nicola Maione. «La nostra - dice il presidente di Mps - è una grande e bella operazione con una grande valenza industriale sottostante». Si dice fiducioso Maione e parla comunque di tempi lunghi per l’operazione.

Sul fronte Bper e Banca Popolare di Sondrio interviene a Torino l’amministratore delegato di Bper, Gianni Franco Papa che parla di un «piano industriale molto importante», un progetto industriale, dunque, non puramente finanziario. «Ribadiamo l’importanza di questo progetto, alla luce anche di quanto detto dal Governatore sull’importanza di creare player più grandi e più solidi» ha commentato Papa. Quanto alla possibilità di un rilancio dell’offerta, Papa osserva che «lo sconto oggi sul mercato è bassissimo, vediamo cosa succede ma noi la nostra offerta l’abbiamo fatta e abbiamo valorizzato la Popolare di Sondrio».

Massimo Tononi, presidente di Banco Bpm commenta l’Offerta pubblica di Unicredit e dice, «non la considero una vera offerta» perché ad oggi non ci sono i presupposti per un dialogo, aggiunge. L’offerta di Unicredit «è anomala» spiega Tononi, «perché era a sconto fin dal primo giorno ed è sempre rimasta tale». Come evoilverà dunque la situazione? «Vedremo come loro si comporteranno nelle settimane a venire, e sulla base di questo valuteremo se sia opportuno avere un dialogo più approfondito. Ma ad oggi non ci sono i presupposti» conclude.

Quanto invece all’offerta di acquisizione di Anima, Banco Bpm ha avuto «molti incontri con gli investitori in questi giorni, guidati dall’ad e dal cfo, sia a Londra che poi in prospettiva a Parigi e a Milano per presentare il piano annunciato tre giorni fa » spiega Tononi che parla di un piano «promettente, non irrealistico e prudente sulla scorta di un 2024 che è stato per la nostra banca straordinario».

Sul fronte Generali interviene la Fondazione Crt con la presidente Anna Maria Poggi: «L’unico criterio che farà decidere la Fondazione sarà quello del maggiore interesse per la Fondazione stessa» evidenzia Poggi per definire la posizione dell’ente torinese sul dossier Generali, anche in vista di un’assemblea che in primavera sarà chiamata a rinnovare il cda e vedrà con ogni probabilità la contrapposizione di almeno due liste, una targata Mediobanca e l’altra sostenuta dai soci Caltagirone e Delfin. Una partita finanziaria e non politica, dunque. «Per noi quella è una partecipazione finanziaria pura», ha proseguito a margine dei lavori del Congresso Assiom Forex, sottolineando che i criteri in base a cui scegliere sono «la difesa del patrimonio e la governance. Il 2% in capo alla Fondazione, aggiunge, «può essere ago della bilancia».

Gian Maria Gros-Pietro, presidente di Intesa Sanpaolo, in aprtura dei lavori parla del settore bancario italiano come il più vivace e il più aperto alla concorrenza in Europa. «Se oggi guardiamo alla classifica delle banche dell’Eurozona in termini di capitalizzazione di Borsa, ai primi cinque posti troviamo una prevalenza di ex-Pigs: due banche italiane, due spagnole, una sola banca francese, nessuna banca tedesca, né olandese, né di alcun paese tra quelli che si autodefiniscono frugali» ha aggiunto.

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