Paolo Barletta: «Diamo alle aziende un futuro che vada oltre l’imprenditore»
L’imprenditore, fra i primi investitori di Chiara Ferragni, oltre a guidare il gruppo ereditato dal padre, ha fondato Alkimia, società di investimento in startup.
di Monica D'Ascenzo
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Investire in Chiara Ferragni prima che diventasse Chiara Ferragni; in uFirst (l’app salta fila) prima del Covid; in Virgin Hyperloop per portare in Italia il treno a levitazione magnetica. Paolo Barletta, imprenditore e investitore, punta sulle idee e sulle potenzialità dei progetti e al momento i risultati gli danno ragione. Alchimia, la società attraverso cui investe, conta ad oggi 18 partecipate e un solo write off, cioè un investimento andato male. Non solo. La società rispetto all’investito ha realizzato 4 volte il portafoglio.
La filosofia di Paolo Barletta, però, va ben oltre i numeri che possono interessare alla finanza. «Alchimia, nata nel 2018, è la società in cui ho fatto confluire i miei investimenti. Oggi conta su un team di 30 persone e non si limita a investire capitali, supporta le start up, crea sinergie, guarda al mercato e fa cogliere loro opportunità. D’altra parte oggi sul mercato i capitali non mancano e quindi è necessario dare un valore aggiunto» spiega l’imprenditore parlando della holding di partecipazioni, di cui è diventato socio Nicola Bulgari nel 2019.
Tutto è iniziato con i primi investimenti nel denim nel 2010, quando ha conosciuto Chiara Ferragni, nella cui società ha investito con una quota del 40 per cento. «Essere soci da 8 anni è come un matrimonio. Al netto del valore economico, sono orgoglioso di aver colto un trend importante di cambiamento e aver investito nella persona che ha cambiato la comunicazione della moda» racconta Barletta, che prosegue: «Abbiamo fatto un percorso insieme e abbiamo fatto scelte insieme. Sono convinto che a ogni società serva avere dei partner che sappiano dire dei sì, ma anche dei no. Chiara ed io, poi, siamo coetanei e abbiamo un rapporto personale: le voglio bene come ad una sorella». Un rapporto che nel tempo ha costruito anche un business che ha aspirazioni future: «Il futuro della società di Chiara potrebbe essere la quotazione in Borsa o potrebbe proseguire il proprio percorso all’interno di un grande gruppo internazionale, come è già successo per altri brand italiani».
Da Barletta ci si aspetterebbe un attico in centro e una vita “mondana”. Invece ama vivere nella natura e sa prendersi il suo tempo. «Mi piace stare da solo con me stesso. Penso che sia giusto prendersi dei momenti per camminate o per andare in ritiro, perché stare da soli non è banale. La gente sa quello che è giusto e quello che è sbagliato, ma quello che è giusto a volte è più difficile. Stare da soli con se stessi ti porta a prendere coscienza delle scelte e di ciò che vivi. Io sto zitto e ascolto quello che ho dentro. Dovremmo tutti imparare a stare in silenzio per qualche ora».
D’altra parte non poteva non lasciare il segno un’infanzia ai Castelli romani, dove mamma Maria Luisa e papà Raffaele avevano deciso di crescere la famiglia. Alle superiori il salto in città: «Mamma mi portò a Roma a metà del liceo al Sacro Cuore a Trinità dei Monti. Il primo periodo non è stato facile, non avevo amici. Dalla terza liceo linguistico sono diventato rappresentante di istituto e poi nella Consulta provinciale degli studenti come consigliere generale più votato per due anni».

