Parma guarda a Europa e giovani e cambia pelle
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di Ilaria Vesentini
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«Abbiamo lavorato con un centinaio di ragazzi tra i 16 e i 22 anni per costruire la candidatura di Parma a Capitale europea dei giovani 2027, ma a prescindere dall’esito della selezione, resta il valore del cambiamento messo in atto. Siamo la prima città in Europa ad aver istituito un sistema di misurazione dell’impatto generazionale di ogni atto e strategia politica e non dimentichiamo che quando sono i giovani a chiamare, gli altri giovani rispondono e che i nostri figli non sono solo nativi digitali, sono nativi europei». Per il sindaco della città ducale, Michele Guerra, giovani ed Europa sono un chiodo fisso e un binomio inscindibile da ben prima che ricevesse le chiavi del municipio, nell’estate 2022. Non solo perché di mestiere è professore ma perché anche nella precedente esperienza di assessore alla Cultura gli stava stretta la delega alle Politiche giovanili confinata nei ritagli di tempo ed è rimasta l’amarezza di un potenziale legato al titolo di Parma Capitale Italiana della Cultura 2020+21 sminuito dalla pandemia.
Come prima cosa Guerra ha istituito all’interno della sua nuova Giunta un assessorato ad hoc alla Comunità giovanile e poi ha seduto attorno a un tavolo i ragazzi di Parma e 85 associazioni, locali e internazionali, per preparare il dossier della candidatura e azioni coerenti con una città che ha 35mila studenti universitari su 200mila abitanti ed è europea per Dna: all’ombra del Battistero ci sono la sede dell’Efsa, l’Agenzia europea per la sicurezza alimentare, l’unica autorità Ue in Italia, la Scuola per l’Europa (materna, primaria e secondaria) e la Fondazione collegio europeo (post universitario).
«Il dossier per la candidatura sta diventando di fatto la linea di mandato, le politiche giovanili stanno incidendo trasversalmente su tutti i settori e stiamo riaprendo luoghi di aggregazione per i ragazzi», spiega il sindaco che, primo nel Vecchio continente, ha adottato lo strumento dello “Youth Check”, un innovativo indice di valutazione delle politiche pubbliche per ridurre il divario generazionale, che obbliga a modulare ogni azione politica, in maniera sia preventiva che consuntiva, misurando l’impatto sulle generazioni più giovani. Se poi andrà in porto la candidatura a Capitale europea dei giovani 2027 – l’esito sarà ufficializzato il prossimo 26 marzo – sarà messo a terra un programma di oltre 100 appuntamenti nel 2027, dieci al mese, con ogni mese dedicato ad uno specifico tema di attualità. A partire da “Mi Prendo il Mondo”, iniziativa realizzata assieme al Salone Internazionale del Libro di Torino per dialogare con i giovani - andata in scena a fine gennaio in compagnia dei ragazzi e del sindaco di Leopoli, che sarà la Capitale europea dei giovani nel 2025 - che diventerà un grande evento ricorrente in città e sarà seguito, il prossimo aprile, dall’Open Jam di The European House-Ambrosetti e, a maggio, dai campionati nazionali di imprenditoria giovanile.

