Parte la sperimentazione per il 5G in cinque città
di Andrea Biondi
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Area metropolitana di Milano, Prato, L’Aquila, Bari e Matera. Sono queste le cinque città che faranno da battistrada in Italia per la sperimentazione sul 5G. Sarà una sperimentazione pre-commerciale e nell’ultimo anno (2020) sarà possibile fornire il servizio a utenti solo fino all’1% della popolazione residente sull'area interessata con l’obbligo di comunicare la natura sperimentale del servizio agli utenti, previa informativa al Ministero dello Sviluppo economico. È quanto si legge, sul sito del Mise, all’interno dell’avviso pubblico relativo ai progetti per la sperimentazione del 5G.
La svolta tecnologica. Da qui quindi inizia il cammino di quella che rappresenterà ben più di un upgrade del 4G, la telefonia mobile di ultima generazione la cui copertura in Italia, stando all’ultimo report della Commissione europea “Digital Scoreboard”, raggiunge l’86% delle abitazioni in media.
I futuri utilizzi. Il 4G rappresenta ancora un passaggio in fieri. Il 5G è però riconosciuto unanimemente un punto di svolta per la trasmissione “superveloce” di dati in mobilità. Si parla infatti di una tecnologia che dovrebbe consentire una velocità di 20 Gigabit al secondo in download e tempi di latenza di 4 millisecondi. Dall’Internet delle cose (IoT) con i suoi oggetti connessi alla sanità, all’energia (contatori e lampioni intelligenti), all’automotive (in futuro le auto senza guidatore e in un primo momento sensori per il traffico), fino a Industry 4.0 (automazione industriale high tech al massimo livello), gli ambiti di utilizzo sono molteplici.
La tempistica nella Ue. Nel suo Action Plan per il 5G la Commissione europea ha invitato gli Stati membri ad individuare entro il 2018 almeno una città dove avviare la sperimentazione del 5G. «Vogliamo essere nel gruppo di testa. L’Italia – spiega il sottosegretario allo Sviluppo economico Antonello Giacomelli – accetta la sfida europea ed anzi rilancia. In queste 5 città italiane mettiamo a disposizione le frequenze e chiediamo agli operatori interessati e a quanti vogliono con noi scommettere sul futuro di presentare i loro progetti. Il pubblico fa per intero la sua parte e chiediamo ai protagonisti del mercato di fare la loro creando business e opportunità che concorrano a far crescere l’Italia».
Le zone scelte dal Mise. Le città, come si legge in una nota del Mise, sono state selezionate sulla base dei criteri relativi alla distribuzione geografica, alla capillarità di connessione ultraveloce, alla disponibilità di frequenze nella banda 3.700-3.800 MHz. Questo per quanto riguarda Milano, Prato (con il suo distretto industriale) e Bari. In aggiunta ci sono L’Aquila (in fase di ricostruzione, con un grado di cablatura ovviamente notevole) e Matera (che sarà capitale europea della cultura nel 2019) . Possono partecipare al bando operatori tlc, ma anche Università, enti e centri ricerca, imprese e pubblica amministrazione.

