Passaggio alla fibra riduce le emissioni, a maggio switch off di 62 centrali di Tim, 6.700 entro il 2028
L’intervista a Elisabetta Romano, a capo del Network operations & wholesale officer del gruppo
di Simona Rossitto
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Il passaggio dal rame alla fibra ottica riduce le emissioni e quindi giova alla sostenibilità ambientale. Va anche quest’ottica il piano di decommissiong delle centrali di Tim che prevede lo switch off di 62 centrali entro maggio, per un totale di 6.700 centrali entro il 2028. A spiegare i piani per il futuro della rete di Tim, in un momento importante per la storia del gruppo, con l’accettazione dell’offerta di Kkr per il network, è Elisabetta Romano,a capo del Network Operations & Wholesale Officer del gruppo.
« Il passaggio alla fibra ottica Ftth (la fibra fino alla casa) nella rete di accesso riduce i consumi energetici – spiega Romano a DigitEconomy.24, report del Sole 24 Ore Radiocor e Digit’Ed, ) nell’ordine di oltre due terzi rispetto ad una rete tradizionale, con conseguente riduzione di emissione di CO2 nell’ambiente».
In tema di sostenibilità, a che punto è la vostra strategia di decarbonizzazione?
Come gruppo Tim siamo fortemente impegnati verso la sostenibilità ambientale e vogliamo traguardare le “emissioni-zero” entro il 2040, come previsto dal nostro piano industriale. Per questo, già dal 2020, abbiamo avviato una strategia di progressiva decarbonizzazione delle attività della filiera produttiva, di efficientamento dei consumi energetici degli asset, di ricorso crescente a fonti di energia rinnovabile, anche autoprodotte, oltre alla promozione di modelli circolari per ridurre gli sprechi e valorizzare le risorse. Tutte le attività sopra menzionate impattano fortemente sulle infrastrutture di rete, dalle centrali ai data center e ai siti radiomobili, che necessitano di grandi quantità di energia. Ricordo che Tim è la seconda azienda più energivora del comparto dei servizi in Italia con un consumo che nel 2022 è stato di oltre 2.000 GWh.


