Patente, bici, seggiolini: cosa cambia (e cosa no)
Non sono ancora in vigore le regole del nuovo Codice della strada, che prevede la sospensione della patente per l’uso del cellulare mentre si guida mentre lascia circolare le biciclette contromano
di Maurizio Caprino
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Avete memorizzato nelle scorse settimane le novità del Codice della strada in arrivo, come la sospensione della patente già alla prima infrazione per chi guida col telefonino in mano? Dimenticatele, almeno per questa estate. Dimenticate anche l’obbligo di dispositivo antiabbandono dei bambini e la possibilità di usare monopattini elettrici, hoverboard e simili in aree pubbliche. Sono tutte cose di cui si è parlato molto, ma non sono ancora in vigore. Quindi chi in queste vacanze guiderà in Italia non dovrà tenerne conto.
Le novità in attesa
Ad essere pignoli, l’obbligo di dispositivo antiabbandono sarebbe anche in vigore: la legge 117/2018, che lo ha istituito, ne prevedeva la decorrenza 120 giorni dopo l’adozione del decreto ministeriale che ne avrebbe fissato le caratteristiche tecniche e «comunque» dal 1° luglio scorso. Ma il decreto non c’è ancora: la bozza è ferma a Bruxelles, dove i tecnici della Commissione Ue hanno chiesto chiarimenti al Governo italiano. Così l’obbligo è inapplicabile. Lo ha dovuto confermare ufficialmente il 3 luglio la circolare n. 300/A/5921/19/109/12/3/4, per l’«impossibilità dei destinatari di conformarsi alle misure previste». Dunque, se ne riparlerà se e quando si sarà chiuso il dossier a Bruxelles.
Quanto alle altre novità del Codice della strada, se andrà bene andranno in vigore solo verso fine anno: dovrebbero essere approvate questa settimana dalla Camera in prima lettura e verranno esaminate al Senato solo dopo le vacanze. Non risulta nemmeno che ci sia un accordo politico per lasciare invariato il testo licenziato dalla Camera, per cui teoricamente sono possibili tanti altri emendamenti. Che comportano la necessità di tornare all’altro ramo del Parlamento, e potrebbero anche far naufragare il disegno di legge, come accaduto a un provvedimento analogo nella scorsa legislatura.
La mobilità «dolce»

