Patto stabilità Ue, 11 paesi chiedono rigore. Gentiloni, su terza rata Pnrr risposta entro fine mese
I ministri dei Paesi firmatari chiedono più rigidità sul debito pubblico. Il commissario all’Economia fa appello all’unità. Il direttore esecutivo Gramegna: pronti a una revisione, ma prima deve entrare in vigore
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I punti chiave
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I ministri delle Finanze di 11 Paesi Ue, Germania in testa, hanno pubblicato sui giornali dell’alleanza paneuropea Lena un intervento sulla riforma del patto di stabilità. La tesi è che l’Unione non si può «permettere che i livelli di indebitamento crescano a oltranza da crisi a crisi». A detta dei ministri, «prima della pandemia la politica finanziaria in Europa, a volte, era troppo espansiva».
Firmano l’intervento Germania, Repubblica Ceca, Austria, Bulgaria, Danimarca, Croazia, Slovenia, Lituania, Lettonia, Estonia e Lussemburgo. Non compare l’Olanda, ma la ministra delle Finanze olandese ha precisato immediatamente che «è chiaro» che Germania e Paesi Bassi «condividono gli stessi obiettivi sulla riduzione del debito. Crediamo che ci debba essere spazio per riforme e investimenti, ma abbiamo scelto la nostra strada - ha detto - Tornare al vecchio patto di stabilità costituirebbe un fallimento, perché non funziona, non è efficace».
La richiesta dei firmatari è di introdurre «criteri quantitativi applicabili in tutti gli Stati membri» e avvertono che «adottando una maggiore focalizzazione sul medio termine non si può neanche arrivare a situazioni in cui le future sfide vengano utilizzate per ritardare o posporre quegli adeguamenti finanziari oggi necessari». I ministri ricordano poi che i trattati prevedono «un importante ruolo per gli Stati membri» nella sorveglianza finanziaria e «ciò dovrebbe essere mantenuto così com’è».
Il direttore esecutivo Gramegna: pronti a valutare revisione, ma prima deve entrare in vigore
«Siamo pronti ad utilizzare appieno il potenziale del nuovo trattato ma questo potrà essere fatto solo una volta che il trattato sarà in vigore>. È il messaggio che il direttore esecutivo del Mes Pierre Gramegna riferisce di aver trasmesso al ministro dell’Economia italiano Giancarlo Giorgetti in merito alla mancata riforma del trattato rivisto da parte dell’Italia. «La revisione dello strumento del Mes è già in atto: stiamo già esplorando questa disponibilità siamo pronti e disposti a fare questo studio e ad usare il potenziale del nuovo trattato. Questo è il messaggio che abbiamo trasmesso».
Ministra Olanda, «vecchio patto non funziona»
E’ «chiaro» che la Germania e l’Olanda «condividono gli stessi obiettivi sulla riduzione del debito. Crediamo che ci debba essere spazio per riforme e investimenti, ma abbiamo scelto la nostra strada. Vogliamo contribuire al processo: credo che si possano trovare modi per andare avanti che, in ultima analisi, portino ad un patto di stabilità riformato ed efficace. Tornare al vecchio patto di stabilità costituirebbe un fallimento, perché non funziona, non è efficace. La compliance è un vero problema: molti Paesi non lo rispettano».

