Patto Verde, otto proposte per la nuova legislatura Ue
Il Consiglio nazionale della Green Economy chiede un rinnovato impegno di Bruxelles con un maggiore coinvolgimento delle imprese e più risorse
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I punti chiave
- Mantenere un adeguato impegno europeo per il clima
- Proseguire con il risparmio e l’efficienza energetica
- Colpo di acceleratore sulle rinnovabili
- Mobilità sostenibile e intelligente
- Avanti con l’economia circolare
- Ripristino del capitale naturale
- Maggiore coinvolgimento delle imprese
- Mobilitare maggiori risorse europee
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Un adeguato impegno per il clima da parte dell’Unione europea, incentivi per il risparmio e l’efficienza energetica, l’acceleratore premuto sulle energie rinnovabili, una mobilità sostenibile e intelligente. Ma anche avanti tutta sulla strada dell’economia circolare e del ripristino del capitale naturale. Oltre a un maggiore coinvolgimento delle imprese e più risorse sul piatto per accompagnare la transizione. Sono le otto proposte del Consiglio nazionale della Green Economy all’avvio della nuova legislatura europea.
Mantenere un adeguato impegno europeo per il clima
La prima delle proposte è un invito alla Ue a rinnovare l’impegno di raggiungere le emissioni nette zero entro il 2050. «L’Unione europea - si legge nel testo approvato nella riunione plenaria del 21 ottobre - è una delle economie più importanti al mondo e tra i principali emettitori storici, e anche attuali, di gas serra a livello mondiale. Dobbiamo fare la nostra parte: senza un adeguato impegno europeo, la sfida globale per il clima sarebbe irrimediabilmente compromessa». Nonostante la pandemia e la guerra ai suoi confini, la Ue - fa notare il Consiglio nazionale della Green economy - ha ridotto le emissioni di gas serra del 29% dal 1990 al 2023 ed è in grado, col trend attuale (-5% nel 2023) di raggiungere la riduzione del 55% entro il 2030, «senza costi eccessivi e con benefici tecnologici, occupazionali e di sviluppo degli investimenti».
Proseguire con il risparmio e l’efficienza energetica
Il Consiglio chiede di attuare la direttiva Ue per promuovere il miglioramento della prestazione energetica degli edifici «puntando ad almeno un raddoppio del tasso di riqualificazione energetica annua». Per gli edifici e le imprese, in accordo con il principio europeo del primato dell’efficienza energetica, occorre un riordino dei sistemi di incentivazione. Per le Pmi è necessario includere anche gli immobili strumentali nelle politiche di sostegno all’efficientamento energetico.
Colpo di acceleratore sulle rinnovabili
La crescita delle rinnovabili, si legge nel testo approvato, «è necessaria non solo per ragioni climatiche, ma per assicurare maggiore sicurezza e autonomia energetica dell’Europa e per ridurre i costi dell’energia». Secondo il Consiglio va attuata la direttiva Red III (Renewable energy Directive) che aumenta il target europeo di quota del consumo finale di energia al 2030 alimentata con fonti rinnovabili dal 32% al 42,5 per cento. Anche le Regioni «devono essere impegnate nel raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione e di forte sviluppo delle rinnovabili».
Servono inoltre più investimenti, anche europei, nelle reti, negli allacciamenti e negli accumuli, di breve e di più lungo termine. Ma anche maggiori sforzi per sviluppare tutte le fonti rinnovabili di energia, compresa la produzione di biogas, di biometano anche liquefatto e di bioGPL, integrata nella raccolta e gestione della Forsu e da biomassa agricola.

