Pd, Schlein: proporrò Bonaccini come presidente
Risolta almeno in parte la questione organizzativa del nuovo Pd, è ancora nebbia fitta per quella delle alleanze
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I punti chiave
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La neo segretaria del Pd Elly Schlein ha raggiunto un accordo con quello che è stato il suo concorrente alla guida del partito, Stefano Bonaccini. Dopo una video-call durata quasi due ore si è sciolto il nodo ed è stata raggiunta l’intesa per proporre Bonaccini presidente all’assemblea del partito di domenica, 12 marzo.
Sciolto nodo che avrebbe potuto determinare divisioni
«Dopo quello che era successo nei gazebo non ci potevamo proprio permettere di creare divisioni o attriti. Nessuno avrebbe capito», un esponente del Pd vicino alla Schlein. Il Pd sembra così poter tirare un respiro di sollievo. È vero che sono ancora molte le caselle che attendono di essere riempite, da quella della segreteria a quella dei capigruppo, ma il più sembra fatto. Una volta superato questo passaggio, tutto il resto, hanno assicurato alcuni deputati, arriverà a cascata.
Presidente ruolo di garanzia
Già, perché ora che Bonaccini sarà confermato nel ruolo di presidente, che è un ruolo di garanzia, non si potrà più parlare di “minoranza” o di “maggioranza”, perché si avrà una guida “unitaria” del partito.
Oltre 7mila iscritti negli ultimi quattro giorni
Partito che registra oltre 7000 iscritti negli ultimi 4 giorni. Pertanto, si dovrebbe considerare archiviato il metodo tradizionale di divisione degli incarichi per quote di appartenenza. Un segnale di cambiamento, ovviamente, dovrà essere dato, ma senza fratture o enfasi particolari.
La partita sui capigruppo
In più, sempre per quanto riguarda i futuri assetti organizzativi, si fa presente che sarà difficile sostituire le attuali due donne, Debora Serracchiani e Simona Malpezzi, con due uomini alla presidenza dei gruppi di Camera e Senato (ipotesi probabile potrebbe essere quella di un uomo e una donna) e che comunque, per quanto si possa arrivare ad un’intesa tra i due big sul punto, alla fine l’ultima parola toccherà sempre ai deputati e ai senatori Dem.
