Pensioni d’oro, «taglio» sopra i 4.500 euro. Cosa accadrà
di Nicoletta Cottone
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Saranno ricalcolati con il metodo contributivo i trattamenti pensionistici superiori a 4.500 euro mensili (finora si era parlato di 4mila). La proposta targata M5s-Lega, che sarà all’esame della commissione Lavoro della Camera dalla prossima settimana, propone infatti un meccanismo di ricalcolo per le cosiddette pensioni d’oro: sarà ricalcolata la quota retributiva delle pensioni e dei vitalizi di importo complessivo pari o superiore alla soglia di 90mila euro lordi annui.
E le risorse liberate saranno destinate alle pensioni di cittadinanza (integrazione delle pensioni minime e delle pensioni sociali). I trattamenti che oggi si attestano intorno ai 450 euro mensili saranno portati a quota 780 euro. I tagli partiranno dal primo gennaio 2019. «È un segnale importante nella nostra lotta agli sprechi - ha sottolineato la capogruppo del M5S in commissione Lavoro alla Camera Maria Pallini - si tratta di una misura necessaria per ristabilire il giusto equilibrio tra contributi versati e pensione ricevuta: non verrà dato nemmeno un euro in più di quello che è dovuto a ciascuno di questi pensionati».
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«Correttivo improntato a ragioni solidaristiche»
«Le misure introdotte - si legge nella proposta di legge C1071, primo firmatario Francesco D’Uva del M5S e secondo firmatario Riccardo Molinari della Lega - derivano dall’evidente necessità di apportare al settore pensionistico un correttivo improntato a ragioni solidaristiche e di equità sociale, ancor più urgente nell’attuale fase socio-economica del Paese». In dodici pagine, sette articoli e due tabelle (anno di decorrenza, età e coefficienti di trasformazione) viene indicato il percorso di ricalcolo. È illustrata la formula economica di calcolo che individua la riduzione della quota retributiva delle pensioni tagliate, che sarà differenziata in base alla decorrenza del trattamento pensionistico e all’età al momento dell’inizio della decorrenza della pensione. Il testo esamina varie casistiche per il ricalcolo: le pensioni con decorrenza anteriore al 1° gennaio 2019, i trattamenti anteriori al 1° gennaio 1996, i pensionamenti in età inferiore ai 57 anni.
Sotto la mannaia anche le pensioni degli organi costituzionali
Il testo prevede che il meccanismo di ricalcolo si applichi anche a organi costituzionali e di rilevanza costituzionale, vale a dire il Quirinale, Parlamento, Governo, Corte costituzionale, Corte dei Conti, Consiglio di Stato, Consiglio Superiore della magistratura, Consiglio Nazionale dell’economia e del lavoro. Le misure devono essere recepite entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge.

