Per Emak acquisizioni e conversione verde
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di Ilaria Vesentini
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L’ultima acquisizione è stata annunciata a metà gennaio e ha visto Emak rilevare l’80% del gruppo pavese PNR di componentistica industriale (quattro società in Europa e una negli Usa). Ma è solo l’ultima di un percorso cinquantennale di crescita e diversificazione per linee esterne della multinazionale familiare di Bagnolo in Piano, 10 km a nord di Reggio Emilia. Partita nel 1972 con la produzione di motoseghe come Oleo-Mac, Emak diventa tale vent’anni dopo, attraverso la fusione con la Efco, altra realtà reggiana specializzata in decespugliatori e rasaerba. Da lì parte la scalata a suon di investimenti in tecnologie (e la quotazione in Borsa nel 1998) che oggi fa di Emak un big del distretto meccatronico, capogruppo di una galassia di 45 società e più di 20 siti produttivi nel mondo, quasi 2.500 dipendenti e 570 milioni di fatturato (per il 77% realizzato all’estero). Oggi il gruppo continua a presidiare il settore delle macchine per giardinaggio, attività forestali e agricoltura, e cresce, anche grazie alle acquisizioni, nei settori delle pompe e dell’alta pressione (Comet) e degli accessori e componenti ad alta tecnologia (Tecomec).
«L’attività di R&S è uno dei pilastri della strategia di crescita del gruppo ed è finalizzata a migliorare l’efficienza e a ridurre consumi e impatto ambientale delle nostre tecnologie. Oggi siamo concentrati in particolare sull’elettrificazione e la connettività e lo sviluppo di sistemi di precisione per l’agricoltura, dal miglioramento dell’applicazione di fitofarmaci sui terreni alla geonavigazione e guida autonoma», spiega l’ad Luigi Bartoli, figlio del fondatore Ariello. Una conversione green e hi-tech che proietta in positivo i conti del gruppo (dopo un biennio 2021-2022 record, ma un riposizionamento del mercato nel 2023) e che richiede infornate di ingegneri elettronici e informatici, «difficilissimi da trovare, abbiamo però l’opportunità di poterli reclutare in tutto il mondo», afferma l’ad. Che lo scorso anno ha anche firmato l’acquisizione del 24% di Raw Power (nata come spin-off della facoltà di ingegneria di UniMore), impegnata nella progettazione di elettronica di potenza e di motori e generatori elettrici.

