Per l’ediliza abruzzese la ripresa post sisma guarda a Pnrr e Fondi Ue
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di Michele Romano
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Un’uscita ordinata dal 110% per i cantieri in avanzato stato di definizione alla fine dello scorso anno, un’equa risoluzione dei crediti incagliati, adeguate linee di credito per le cessioni da interventi Sisma Bonus nei cantieri e la proroga per l’applicazione del Superbonus nell’area del cratere perché l’attuale scadenza «non è compatibile con i tempi della ricostruzione». Sono le richieste prioritarie dei costruttori abruzzesi, settore che con quasi 11.500 imprese e 43 mila occupati vale oltre 2 miliardi di euro e contribuisce per l’8% al Pil regionale, una percentuale che sale fino al 22% con le attività immobiliari e la filiera collegata, e garantisce il 22% all’occupazione industriale.
È la fotografia di un settore in salute. «Viviamo un periodo storico ricco di opportunità e, al tempo stesso, carico di incertezze per la drammatica attualità e le turbolenze di natura socio-economica», dice Enrico Ricci, da poco più di un mese presidente di Ance Abruzzo.
La sfida sta nella capacità di spendere le risorse che per il PNRR ammontano a circa 2,3 miliardi e quelle dei Fondi di Sviluppo e Coesione che, nella programmazione 2021-2027, valgono poco meno di 1,3 miliardi per 189 nuovi progetti. «Ma le imprese devono essere messe in condizioni di portare avanti i lavori, prima di tutto nel rispetto dei tempi di pagamento», chiosa Ricci, perché l’intera filiera sconta il problema irrisolto dei crediti incagliati, «con esposizioni importanti», e condizioni finanziarie meno favorevoli, con la conseguenza che «non ha più la capacità di continuare ad anticipare risorse».
Oltre la questione dei pagamenti e il tema centrale delle risorse umane – con le imprese che sono alla ricerca di maestranze specializzate e collaboratori con competenze tecniche anche negli ambiti della sostenibilità, dell’energia e della digitalizzazione – ci sono altri nodi da sciogliere. Ricci chiede di potenziare la capacità amministrativa degli enti locali, che pure stanno dimostrando dinamismo nell’aggiudicazione dei bandi di gara per i lavori del PNRR nella fase 1, grazie alle semplificazioni normative e procedurali introdotte dal Codice degli Appalti, ma scontano la carenza di organico e di supporto tecnico, «con la conseguenza di non poter garantire uno slancio analogo per il prosieguo degli interventi».
Una carenza ancora più marcata in Abruzzo, regione tra quelle in Italia con il più alto numero di piccoli comuni, 250 dei quali (su 305 totali) con una popolazione inferiore a 5.000 abitanti. Da qui la richiesta del presidente dell’Ance di favorire le aggregazioni tra enti locali e di investire nel monitoraggio e nella diffusione dei dati, per intervenire tempestivamente su eventuali disfunzioni, e nella comunicazione, pubblicizzando bandi e opportunità.

