«Per il successo del Polo Strategico nazionale serve una grande spinta unitaria, fare sistema»
Il bilancio, a circa tre mesi dal collaudo dell'infrastruttura, del ceo Emanuele Iannetti. «Nessun impatto da sentenza del Tar»
di Simona Rossitto
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Per la migrazione delle Pa nel Polo Strategico nazionale serve «una grande spinta unitaria da parte del sistema politico e delle forze di governo interessate» ed è «importante fare sistema». Lo afferma Emanuele Iannetti, amministratore delegato del Polo, sottolineando che, per raggiungere gli obiettivi sfidanti, legati anche ai fondi del Pnrr, «è tempo di agire anche in collaborazione con alcune amministrazioni che hanno competenze e capacità da mettere a fattor comune con il progetto».
Iannetti, nell'intervista a DigitEconomy.24, report del Sole 24 Ore Radiocor e di Digit'Ed, gruppo attivo nella formazione e nel digital learning, fa un bilancio dei primi mesi di operatività del Polo e rimarca l'importanza di proteggere la sovranità nazionale, assicurando che il Psn è una società italiana privata «alla quale non si applica il Cloud Act» che consentirebbe alle autorità Usa di acquisire dati informatici dagli operatori di servizi cloud sottoposti alla giurisdizione degli Stati Uniti. Quanto alla recente decisione del Tar, che ha dato ragione su due doglianze alla cordata Fastweb-Aruba per quanto riguarda la gara per il Psn vinta da Tim-Sogei-Cdp-Leonardo, Iannetti non commenta ma sottolinea che «è tuttavia già chiaro che ciò non avrà alcun impatto sull'operatività di Polo Strategico Nazionale e sulla facoltà delle amministrazioni di aderire alla convenzione».
Dopo il collaudo dell'infrastruttura di Polo Strategico Nazionale, avvenuto a dicembre scorso, come sta andando l'operatività del Psn, pensate di centrare gli obiettivi di migrazione delle Pa?
Polo Strategico Nazionale nasce come società il 4 agosto 2022, a seguito dell'aggiudicazione della gara per la realizzazione e gestione dell'infrastruttura ad alta affidabilità, prevista dalla Strategia Cloud Italia, da parte della compagine Tim-Leonardo-Cassa Depositi e Prestiti Equity e Sogei. Entro il 22 dicembre è stata completata la prima milestone riguardante le infrastrutture digitali della Missione 1 del Pnrr, e cioè il collaudo e l'asseverazione dell'infrastruttura da parte del Dipartimento della trasformazione digitale della presidenza del Consiglio dei Ministri e dell'Europa. L'infrastruttura è composta da quattro data center in doppia region, certificati secondo i massimi standard internazionali. All'infrastruttura è collegato un Security operation center, centro di eccellenza per la cybersecurity, con l'obiettivo di monitorare e proteggere dati e applicazioni da cyber attacchi che potrebbero causare danni al Paese e interruzione dei servizi. Il collaudo sancisce la prima milestone di un progetto che durerà 13 anni, per l'intera durata della convenzione sottoscritta da Polo Strategico Nazionale con il Dipartimento della trasformazione digitale. Nel corso di questo periodo ci sono tre milestone: la migrazione di 30 amministrazioni entro settembre 2023, 100 entro settembre 2024, 280 entro giugno 2026. Si tratta di obiettivi sfidanti collegati a fondi Pnrr e milestone con visibilità internazionali. Il panorama delle amministrazioni coinvolte e di dati e applicazioni da migrare è eterogeneo e complesso ma la squadra è solida in termini di asset tecnologici e competenze.
Che cosa chiedete dunque, di fronte alla complessità di questa realtà?

