Falchi & Colombe

Perché dalla Bce ci aspettiamo che faccia da bussola

L’altro ieri, la Bce, pubblicando il suo bollettino economico, ha offerto una fotografia di quello che è avvenuto ai tassi di interesse tra settembre e dicembre scorso

(Adobe Stock)

3' min read

3' min read

Due giorni fa la Bce ha analizzato quello che è accaduto ai tassi sui debiti europei, sovrani e privati, dell’ultimo quadrimestre, caratterizzato dalla continuazione della sua politica monetaria al buio. D’ora in avanti i banchieri di Francoforte si troveranno dinnanzi ad un bivio: continuare nella politica al buio, galleggiando; oppure annunziare il sentiero dei tassi per il 2025, diventando una bussola per mercati, famiglie e governi. Con vantaggi per tutti.

L’altro ieri, la Bce, pubblicando il suo bollettino economico, ha offerto una fotografia di quello che è avvenuto ai tassi di interesse tra settembre e dicembre scorso. È stato un quadrimestre ancora contraddistinto dalla politica monetaria al buio, iniziata nel 2022: le decisione vengono prese riunione per riunione, sulla base dei dati disponibili, senza alcun annunzio sul percorso futuro dei tassi. I tassi che la Bce controlla sono scesi complessivamente di 75 punti base. Ma cosa è avvenuto in questi quattro mesi al costo del debito per le imprese, le famiglie, e gli stati nazionali?

Loading...

Il punto di partenza deve essere quello di ricordare una serie di fatti. Primo: in generale, la banca centrale può influenzare tutti i tassi di una economia attraverso due canali: direttamente, attraverso le decisioni riguardo i suoi tassi a breve, prima ricordate; indirettamente, attraverso l’influenza sulle aspettative degli operatori. Quindi la Bce può influenzare sia i tassi a breve che quelli a lungo, di oggi e di domani. Secondo: le aspettative degli operatori riguardano sia i tassi a breve termine che quelli a lungo termine, ma le dinamiche delle attese sui diversi orizzonti temporali non sono meccanicamente uguali, per ragioni legate alla psicologia degli operatori, nonché alle caratteristiche, anche molto eterogenee, nei mercati in cui il debito, anzi “i debiti”, si creano e vengono scambiati. Terzo: per un Paese, i tassi più importanti sono quelli a più lungo termine, perché ad essi sono associati gli investimenti produttivi,nonché la sostenibilità finanziaria sia pubblica che privata.

Guardando allora al quadrimestre appena trascorso, e partendo dai titoli sovrani, la bussola è quella del cosiddetto tasso privo di rischio a dieci anni: il tasso dell’Area Euro è caduto di 25 punti base. La minor discesa rispetto ai tassi a breve termine della Bce può essere spiegata in due modi, non alternativi: il fattore temporale, che cresce all’aumentare della durata di un prestito; il fattore aspettative, che riflette le attese sulla crescita dell’economia reale, dei prezzi, e dell’incertezza. Rispetto alla bussola, ci sono poi i rendimenti dei titoli sovrani nazionali, che riflettono il grado di solvibilità di ciascun Paese; a parità di altri fattori, come è stato, ad esempio, l’incertezza legata all’esito delle elezioni americane. I titoli nazionali hanno registrato un aumento della rischiosità dei titoli emessi dalla Germania e dalla Francia – misurabile con una metrica rispettivamente di 23 e 30 punti base – mentre sono andati relativamente meglio i titoli emessi da Italia, Spagna, Portogallo, grazie, si legge, ad un atteggiamento dei mercati più positivo associato all’andamento dei conti pubblici. La metrica del miglioramento è rappresentata da una riduzione rispettivamente di 9, 6 e 4 punti base per i tre Paesi citati. Anche andamento dei tassi sull’indebitamento privato sono complessivamente migliorati, con un miglioramente che è stato più pronunciato per le obbligazioni societarie finanziarie che per quelle non finanziarie.

E per i prossimi mesi? Qui il consiglio della Bce dovrà fare una scelta di rotta, rispetto alle due possibili variabili sotto controllo: quanto variare i tassi presenti; quanto annunziare i tassi futuri. La prima opzione è continuare con la politica al buio.La politica al buio si lega alle aspettative attraverso il cosiddetto Effetto Delfi, o Sibilla: gli
operatori interpretano quello che la Bce non dice, e le loro
aspettative si calibrano di conseguenza.

L’analisi economica ci dice che l’Effetto Delfi è tanto più efficace quanto più la congiuntura non è caratterizzata da shock non attesi; ad esempio, i mercati avevano perfettamente anticipato l’ultima riduzione dei tassi di interesse a breve termine messa in atto dalla Bce lo scorso 11 dicembre. In assenza di incertezza, le attese sui tassi a breve con la politica al buio sono di una riduzione di 133 base entro luglio 2025. La seconda opzione è puntare sull’effetto Ulisse: la Bce annunzia il percorso dei tassi di interesse almeno per tutto il 2025. La politica
della trasparenza, se è credibile, ha un effetto su tutta la struttura dei tassi di interesse, riducendo il costo del debito. A beneficio di tutti.
Uno studio della stessa Bce mostra che la fiducia nella Bce dei
cittadini europei è caduta negli ultimi due anni. Questa è l’occasione giusta per provare a riconquistarla.

Copyright reserved ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti