Perugia, Minimetrò in vendita per ripianare le casse comunali
Nel 2014 la nuova giunta Romizi si è trovata un disavanzo di quasi 35 milioni. Ora si punta sui bus elettrici snodati con risorse del Pnrr
di Silvia Pieraccini
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È il mezzo più veloce per raggiungere il centro storico di Perugia. Il minimetrò con trazione a fune progettato dall’architetto Jean Nouvel, in funzione dal 2008, conta cinque stazioni e una linea a doppio binario lunga tre chilometri, che collega in 12 minuti Pian di Massiano, alla periferia della città, con la stazione del Pincetto, coprendo un dislivello di 161 metri. L’opera (che comprende gallerie artificiali e naturali) è costata 98 milioni di euro.
Quando, nel 1998, fu pensato questo innovativo sistema di trasporto pubblico, l’amministrazione costituì una società pubblico-privata per progettarlo e realizzarlo, Minimetro spa: 70% del Comune, 30% a un socio privato scelto con gara (che aveva per oggetto anche l’attribuzione di compiti operativi). Il socio è la società cooperativa Metrò Perugia, guidata da Umbria Tpl e Mobilità (partecipata al 20,7% dallo stesso Comune) con Sipa, Umbria Domani (che ha realizzato le opere civili) e Leitner (che ha realizzato le opere tecnologiche). Minimetrò spa, concessionaria dell’opera per 30 anni fino al gennaio 2038, ha poi affidato la gestione e la manutenzione dell’opera a uno dei soci di Metrò Perugia, Umbria Tpl e Mobilità, che nel 2014 ha affittato il ramo d’azienda a BusItalia-Sita nord (Gruppo Ferrovie).
Il Comune paga ogni anno un corrispettivo per la gestione, che nel 2021 è stato di 7,55 milioni più Iva (oltre a 11mila euro per un ascensore alla stazione Fontivegge). Il problema è che il minimetro non è più sostenibile per le casse comunali. Da anni infatti sono emersi gravi problemi di bilancio, che la Giunta guidata dal sindaco Andrea Romizi, in carica dal 2014, si è trovata a dover fronteggiare fin da subito: «Nell’approvazione del rendiconto 2014 – spiega l’assessora al Bilancio Cristina Bertinelli – è emerso un disavanzo tecnico di quasi 35 milioni di euro e elevate anticipazioni di tesoreria. Sono state intraprese azioni immediate per ripristinare gli equilibri di bilancio, ma nel 2017 la Corte dei Conti ha chiesto l’adozione di ulteriori misure correttive».
Tra queste misure l’amministrazione ha deciso (con una delibera del Consiglio comunale del 17 gennaio 2022) la vendita dell’intero pacchetto azionario della società Minimetrò.
Il bando che mette in gara il 70% del capitale scadrà il 16 gennaio 2023. La base d’asta è fissata in 11 milioni e 181mila euro da una perizia giurata sulle azioni possedute dal Comune (in tutto sono 6.090: valore nominale 516,45 euro, valutate 1.836 euro). L’aggiudicazione avverrà col criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa: oltre al prezzo delle azioni (sono ammesse solo offerte in aumento), che peserà al massimo 30 punti, saranno valutate le proposte tecniche per ridurre i costi di gestione del minimetrò (massimo 40 punti) e per ridurre il corrispettivo pagato dal Comune attraverso un meccanismo di price cap (massimo 30 punti).


